Massimo Bottura apre il suo Refettorio anche a Torino

Il “Refettorio” di Massimo Bottura sbarca a Torino. Lo chef dell’Osteria Francescana di Modena, 3 stelle Michelin e secondo ristorante al mondo nel 2017 per “50 Best Restaurants” (dopo essere stato primo nel 2016), avrebbe già trovato la location adatta, in un quartiere periferico della città interessato a un piano complessivo di riqualificazione. Quello torinese si aggiungerà alla rete dei Refettori solidali che lo chef modenese ha già aperto in altre città, da Milano a Rio de Janeiro durante le Olimpiadi, da Modena a Londra.

Solo pochi giorni fa Bottura era stato premiato a New York con il Sustainability Forward Award, nato per sottolineare l’impegno dei cuochi che hanno la capacità di guardare oltre il lavoro quotidiano e preoccuparsi anche del futuro. La cerimonia si era svolta nell’ambito dei GGA, i Global Gastronomy Awards organizzati dalla svedese White Guide, che in dieci anni ha premiato alcuni dei più celebri e creativi cuochi del mondo, a partire da Ferran Adrià nel 2007.

Il Refettorio sarà uno spazio dedicato ai poveri in cui verrà recuperato il cibo da buttare, gli scarti alimentari e quanto può venire riciclato creando piatti di ottimo livello per chi è indigente, sotto le cure di uno chef volontario di turno in un ambiente più che dignitoso. All’iniziativa collaborerà un altro famoso cuoco, il piemontese Ugo Alciati, che guida le cucine della Villa Reale nella Tenuta di Fontanafredda a Serralunga d’Alba.

L’arrivo a Torino di Bottura, considerato il maestro della cucina creativa, è stato anticipato da Alberto Sacco, assessore al Commercio della Città di Torino, alla presentazione di Gourmet Food Festival, la kermesse per la cultura del cibo organizzata da Gambero Rosso e Gl Events.