Ristoratori in piazza contro il Dpcm. C’è chi resta aperto per protesta

Mentre nelle piazze di tutta Italia esplode la protesta di ristoratori e gestori di locali, palestre, piscine ma anche di gente comune spaventata dalle conseguenze delle restrizioni messe in atto dal governo con il Dpcm del 24 ottobre, fra i pubblici esercizi c’è anche chi sceglie di far sentire il proprio dissenso attraverso la disobbedienza civile. Tenendo aperto il proprio locale dopo le 18.

Fra i vari casi segnalati in diverse città, Il Messaggero cita quello di Francesco Dalle Crode, titolare del King Pub di Lignano Sabbiadoro (Udine). Non un “furbetto” che cerca di aggirare le regole: la sua è una scelta plateale, alla luce del sole. Una protesta in piena regola, tanto che si dice pronto a pagarne le conseguenze legali: “Ho quasi 30 dipendenti cui devo dare risposte, certezze. Nelle prossime ore valuteremo se proseguire o meno con questa strategia. Sono consapevole che le forze dell’ordine debbano fare il proprio lavoro ma anche fermamente convinto della necessità di fare sentire la nostra voce”, spiega al quotidiano romano.

Come primo risultato, Dalle Crode ha incassato la solidarietà dei suoi concittadini, che lunedì sera si sono recati numerosi al locale, dicendosi pronti a dividersi l’importo di un’eventuale multa. Ma anche, a quanto sembra, quella delle forze dell’ordine: “Sono arrivate, ma si sono rifiutatate di verbalizzare”, dice.