L’Editoriale di Mixer 320: La “scelta” HostMilano

Il “cuore” di questo numero di Mixer è dedicato a HostMilano, la fiera dell’Ospitalità che si tiene dal 18 al 22 ottobre. FieraMilano è proprietaria della rivista che state leggendo e quindi sarebbe stupido nascondere il mio conflitto di interesse nel momento in cui scrivo di HostMIlano. Ma sono davvero convinto che questa manifestazione sia un appuntamento imperdibile, del genere “treno che passa da prendere al volo” e, anche se può essere considerato poco elegante, voglio dedicare questo editoriale a spiegare perchè partecipare o, se impossibilitati, informarsi il più possibile sui suoi contenuti sia un’occasione unica per chi opera nel campo dell’ospitalità professionale.

Facciamo un passo indietro. In passato, le fiere di settore erano soprattutto una “vetrina” di prodotti e di novità. Ok, erano anche molto di più, ad esempio un’occasione di business e di confronto, ma la sostanza era quella: una “vetrina” che tanto più era grande, tanto più poteva essere considerata interessante. Senza voler essere ingenerosi coi tempi andati, più i metri quadri che i contenuti. E la fiera era l’unica occasione a disposizione degli operatori fuoricasa per vedere “tutte insieme”, e di persona, le novità del settore.

David Migliori

Poi il mondo è cambiato rapidamente e, senza che quasi ce ne rendessimo conto, ci siamo ritrovati catapultati in una realtà in cui il flusso si muove soprattutto in direzione opposta rispetto al passato: sono sempre più i prodotti a raggiungerci facilmente, via web, in tempi rapidissimi e impensabili fino a poco tempo fa. Gli strumenti a disposizione delle aziende per comunicare ai potenziali clienti sono cresciuti in maniera esponenziale (siti, social, app e chi più ne ha, più ne metta), e anche le campagne di marketing hanno trovato nuovi mezzi di diffusione (cellulari, video e così via). Le fiere che non hanno colto le implicazioni della trasformazione in corso, che non hanno ripensato il loro ruolo, che non hanno saputo lasciarsi alle spalle la concezione di semplice vetrina, sono andate via via “spegnendosi”.

HostMilano è invece un ottimo esempio di manifestazione di successo che si è posta subito il problema di come rinnovarsi, di come cambiare insieme al mondo che cambiava, di come rimanere un appuntamento fondamentale per chi opera nel settore dell’ospitalità. E l’ha fatto seguendo strade diverse che hanno però una linea comune: avere l’ambizione di essere un luogo dove si FA tendenza, dove i nuovi trend possono essere visti, sentiti, direi quasi respirati e assaporati coi nostri sensi. Che si tratti di una macchina da caffè o di una miscela, una cosa è vedere un nuovo prodotto sullo schermo del cellulare; altra cosa è vederlo dal vivo, provare di persona la macchina o sentire gli aromi della miscela.

E non ci sono altre possibilità per vedere coi propri occhi, in un unico luogo, tutti i comparti che compongono il mosaico dell’ospitalità, dal caffè al gelato, dalla tavola all’arredamento, fino alle farine e alle nuove tecnologie. E su quest’ultimo fronte, tutto il mondo dell’intelligenza artificiale, che dovrebbe rivoluzionare il nostro modo di vivere, o quello delle stampe in 3D che sta già offrendo interessanti proposte in cucina, non possono essere compresi o valutati senza prima “toccarli con mano”… E poi gli eventi, che non sono un semplice contorno riempitivo, bensì parte viva dell’esperienza che una fiera propone. Le esibizioni e le competition danno la possibilità di vedere dal vivo creazioni e performances, e sono più occasione di formazione che di svago mentre corsi, seminari e workshop sono pensati per arricchire il bagaglio di conoscenze dei visitatori.

Sono queste le ragioni per cui diamo (e daremo) ampio spazio ai contenuti di HostMilano perché crediamo che sia, come spiega all’interno del giornale Simona Greco, direttore manifestazioni di FieraMilano, un luogo di scambio di informazioni specializzate difficilmente reperibili altrove. Un centro di competenze, di condivisione di conoscenze e un luogo di networking di cui è intelligente approfittare. E nostro dovere divulgare.