A caccia del consumatore del futuro

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Marco Costaguta ha illustrato il non facile scenario economico in cui è costretto oggi ad operare chi lavora nel fuori casa. Il calo di fiducia del consumatore, l’aumento della disoccupazione, meno risorse a disposizione. Tutto questo rende difficile il business.

I punti vendita reagiscono diversificandosi. Da una parte una grande massa di punti vendita indistinti, in affanno, dall’altra un piccolo gruppo che si specializza o verso specifiche formule – etnico, take away ecc – o verso formule miste – bar libreria, bar arredamento ecc.

Il consumatore reagisce alla crisi cambiando più facilmente che in passato il punto vendita e dando maggior importanza ad aspetti come la location e la visibilità.

Vincerà chi saprà soddisfare il consumatore del futuro. Come? Posizionando il proprio modello di business. Tutto, dall’ambiente/stile agli spazi, al mix di venduto deve essere pensato in funzione del consumatore che si vuole raggiungere.

Costaguta ha infine ricordato che nei punti vendita che funzionano, il food & beverage conta sempre meno; il ruolo del distributore resta importantissimo; le aziende devono segmentare brand, formati e  materiale espositivo.

La recessione può essere un’opportunità per migliorare e far sì che gli effetti positivi perdurino nel tempo.