Un caffè con Yuliya Mayarchuk: “Al bar cerco buon servizio e relax”

“Vado spesso al bar per una tazza di caffè, ma non disdegno affatto un Mojito all’ora dell’aperitivo. Per fidelizzarmi un locale deve proporre prima di tutto un servizio di qualità e un’atmosfera rilassante, che mi consenta di passare momenti piacevoli con gli amici”. Ucraina di nascita e napoletana d’adozione, l’attrice Yuliya Mayarchuk parla con Mixer Planet del suo rapporto con bar e ristoranti, oltre ad anticipare i suoi prossimi impegni professionali e a segnalare i suoi locali del cuore.

Yuliya Mayarchuk

Partiamo da te: raccontaci quando ti sei avvicinata al mondo del cinema e quali sono state le tappe principali della tua carriera.
In realtà sono sempre stata appassionata di teatro sin da quando ero bambina, quando mi esibivo negli spettacoli a scuola e nelle parrocchie. Poi, quando avevo 20 anni, ho esordito al cinema sotto la regia di Tinto Brass, che mi offrì il ruolo di protagonista nel film “Trasgredire”. In quello stesso periodo recitai in “La faccia di Picasso” di Massimo Ceccherini e subito dopo iniziai a lavorare nella fiction Rai “La Squadra”, molto amata dal pubblico, alla quale sono stata legata per sette anni. Contemporaneamente, a teatro, ho preso parte allo spettacolo “Il lupo” con Nino Frassica. D’altra parte, il teatro è ancor oggi l’ambito lavorativo che prediligo.

Però adesso tornerai al cinema…
Sì, con ben due film. Uno è drammatico e si intitola “Mai per sempre”, per la regia di Fabio Massa: è una storia d’amore ambientata nel Sud Italia, nella quale interpreto una donna ucraina innamorata del suo fidanzato e vittima delle violenze dell’ex marito, una situazione che condiziona drammaticamente la storia della coppia. L’altro film è “Il ladro di Cardellini” di Carlo Luglio, con Nando Paone: in questo caso si tratta di una commedia dal sapore amaro dove ricopro un ruolo molto divertente, un personaggio che ricorda la signorina Rottenmeier di “Heidi”.

Veniamo ai temi della rubrica: che rapporto hai con il bar? Quando lo frequenti?
Non vado molto spesso al bar per un drink, preferisco una bella tazza di caffè, abitudine che ho preso dai napoletani. Però, quando mi capita di fare un aperitivo, prendo con grande piacere un Mojito: un cocktail che mi mette allegria, con il suo sapore fresco di menta addolcito dallo zucchero di canna.

Che cosa ti fidelizza in un bar o in un ristorante?
In primis l’atmosfera intima e rilassante, che mi consenta di gustare il mio cocktail e soprattutto di divertirmi con tranquillità in compagnia degli amici. E poi la qualità del servizio. Ovviamente, se parliamo di ristoranti, è fondamentale anche la qualità del cibo.

Che cosa, al contrario, non sopporti, al punto da non mettere più piede in un locale?
Non mi piacciono i posti rumorosi e caotici, così come quelli che non mettono attenzione nel servizio: in questi, non torno più.

I tuoi tre ristoranti del cuore?
Il foro dei baroni di Puglianello (BN), lo stellato Palazzo Petrucci di Napoli e Locanda Radici di Melizzano (BN).

E i tuoi tre cocktail bar del cuore?
Il Bar 16 Libbre di Napoli, Gran Caffè la Caffettiera sempre a Napoli e il Bar Lux di Telese (BN).