Sì del Cdm, per le discoteche aperture al 50 (e 75% all’aperto)

discoteche

Teatri, cinema e musei a pieno regime, per le discoteche invece la percentuale sarà del 50% (che diventano 75% all’aperto). E’ stato approvato ieri sera il decreto legge che prevede – dall’11 ottobre – le nuove capienze per una serie di luoghi che, fino ad oggi, erano stati costretti a un’altalena tra aperture e lunghe chiusure. 

A partire da lunedì, il via libera del Cdm riguarderà non solo cinema e teatri (in questo caso, Palazzo Chigi ha accolto le richieste del ministro della Cultura Franceschini, portando la capienza al 100% anziché all’80% come inizialmente indicato dal Cts), ma anche gli eventi culturali all’aperto, per i quali le percentuali sono passate dal 50% al 70%.

Migliore delle previsioni anche il trattamento riservato a sale da ballo e discoteche, dove sarà consentita una percentuale di avventori del 50% al chiuso (anziché al 35% proposto dal Comitato tecnico scientifico) e del 75% all’aperto (anziché il 50). Tra gli obblighi stabiliti dal decreto, è anche previsto che nei locali al chiuso sia garantita la presenza di impianti di aerazione senza ricircolo dell’aria, mentre in discoteca la mascherina potrà essere tolta solo in pista quando si balla. Altra novità di non poco conto, è che dal calcolo delle capienze al chiuso saranno esclusi i dipendenti dei locali. 

Generalmente positive le reazioni al provvedimento da parte dei gestori, come nel caso di Francesco Susca, patron della Praja di Gallipoli. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Fipe – le riaperture inizialmente previste al 35% erano state giudicate da Silb-Fipe come antieconomiche – ma non la Siae. Che in una nota ha sottolineato come le “condizioni poste dal Comitato tecnico scientifico per la riapertura delle discoteche la rendono di fatto impossibile. I costi di gestione di un locale sono troppo ingenti per poter riaprire con gli introiti di un 35% di capienza. In alternativa, i gestori sarebbero obbligati a praticare prezzi inaccessibili ai più”.