Salta la fusione tra SabMiller ed AbInbev?

L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea col conseguente crollo della sterlina rischia di far saltare il super matrimonio nel settore della birra: la fusione da 104 miliardi di dollari tra il colosso belga ABInbev e l’anglo-sudafricana SabMiller. Gli azionisti di SabMiller minacciano di fermare l’operazione se non ci sarà una integrazione economica per compensare la svalutazione della sterlina innescata dall’esito del referendum inglese dello scorso giugno. L’offerta era già stata ritoccata più volte e ora l’amministratore delegato di SabMiller, Alan Clark, ha scritto in un memorandum interno che “non ci dovrebbe essere alcun contatto con Ab Inbev con effetto immediato”.

Uno degli effetti più diretti del referendum su Brexit è stato il calo della sterlina. Il cambio di passo della divisa del Regno Unito ha cambiato i programmi di Anheuser-Busch InBev e SabMiller, che nell’autunno scorso avevano siglato un accordo da 70 miliardi di sterline per arrivare all’acquisizione della seconda da parte della prima. Il calo della sterlina ha abbassato significativamente il valore (tradotto in dollari) dell’operazione rispetto alle intenzioni originali, rendendo il tutto meno attraente per molti investitori, che da giorni minacciano di far deragliare l’accordo.

Pochi giorni fa AbInbev ha annunciato la decisione di ritoccare al rialzo la propria offerta offrendo 45 sterline per azione ai soci di SabMiller al posto delle 44 annunciate nell’ottobre scorso. Tale proposta valorizza la società 79 miliardi di sterline, pari a 104 miliardi di dollari, ma in autunno l’intesa era stata raggiunta a 106 miliardi di dollari: ai corsi attuali mancano ancora un miliardo e mezzo di sterline per pareggiare l’accordo.