Sake Viva: la difficile impresa di convincere i giovani a bere

Sake Viva è la nuova iniziativa proposta dalla NTA (National Tax Agency) per promuovere il consumo di alcool tra i giovani giapponesi.
 
La proposta può sembrare insolita, ma le ragioni sono molto concrete. Il Giappone, rispetto agli anni ottanta, ha assistito a un netto calo del consumo alcolico: se allora la tassazione dei produttori si aggirava attorno al 5% del totale, adesso si assesta sull’1,7%, provocando un vero e proprio declino delle entrate fiscali.
  

Le ragioni sono demografiche e storiche. La popolazione è invecchiata e le nuove nascite sono diminuite. Ha contribuito alla situazione il Covid-19, che ha spostato le attività, comprese quelle sociali, entro la soglia domestica, modificando drasticamente le abitudini di consumo.

 

Il bando

Il concorso Sake Viva si offre come soluzione inedita per recuperare il divario accumulato attraverso una campagna pubblicitaria accattivante. Rivolto a giovani dai 20 ai 39 anni e indetto dalle NTA, il suo scopo è di revitalizzare il commercio di alcolici con nuovi prodotti e design, spingendo anche sulla realtà virtuale per creare gradevoli immagini promozionali, che parlino alle nuove generazioni.

I partecipanti hanno tempo fino al 9 settembre per presentare i propri progetti che, in caso di vittoria, verranno realizzati con l’aiuto di professionisti. L’annuncio del vincitore, invece, verrà diffuso solo il 10 novembre, durante la cerimonia di premiazione.

Ancora una domanda

Resta il quesito fondamentale: è giusto o non è giusto che un governo spinga per qualcosa di così potenzialmente dannoso per la salute della sua popolazione, per di più giovane?

Le opinioni sono divergenti: c’è chi supporta l’idea, pensando al progresso che porterà, c’è chi invece disapprova totalmente pensando che attrici virtuali che convincono persone reali a farsi del male siano la realizzazione di una distopia.

Per ora il monito ufficiale resta quello di “bere con moderazione”.