Quote rosa? “Nei pubblici esercizi servono visione e manager”

Quote rosa e pubblici esercizi. Un tema quanto mai d’attualità dopo che il numero di imprese a titolarità femminile è tornato ai livelli pre Covid, superando le 112.700 unità a fine 2021. 

La presenza delle donne nel mondo dei Pubblici esercizi è ormai una realtà consolidata, ma per fare un ulteriore passo in avanti è necessaria una nuova mentalità“, ha detto a questo proposito Valentina Picca Bianchi, presidente del Gruppo Donne di Fipe Confcommercio, aprendo la sua relazione in occasione dell’Assemblea annuale della categoria, alla presenza del presidente della Federazione italiana dei Pubblici esercizi, Lino Enrico Stoppani.

Vivere all’interno delle cucine non è più sufficiente: per dare un futuro al settore occorre diventare prima di tutto manager, trasferendo la propria visione del mondo all’interno dei locali. Un cambio di prospettiva che può essere guidato prima di tutto dalle donne”, ha proseguito Picca Bianchi sottolineando come ciò che ancora rimane in passivo è il dato sull’occupazione, con 411mila ragazze al lavoro in bar, ristoranti e imprese di catering contro le quasi 480mila del 2019. Colpa anche di un settore, quello della ristorazione, che sta perdendo il proprio appeal soprattutto nei confronti del mondo femminile, a causa di orari poco compatibili con la vita personale e a causa dell’alto tasso di mortalità delle imprese.

Da qui la sfida lanciata dalla presidente del Gruppo Donne a tutto il settore. “Oggi è donna il 51,8% delle lavoratrici dei pubblici esercizi, mentre solo un’impresa su tre è a titolarità femminile. Nei prossimi anni l’obiettivo deve essere quello di ribaltare queste percentuali”. Un’assunzione di responsabilità, ma anche un modo per dare una nuova identità al settore, attraverso un approccio che sia prima di tutto manageriale e che punti sui valori forti di questo periodo storico. Dall’etica, alla sostenibilità, dunque, passando attraverso lo sviluppo di sistemi di welfare in grado di coniugare vita privata e professionale, e progetti di inclusione e sicurezza di genere.

Un esempio su tutti – ha sottolineato la presidente – è il progetto #SicurezzaVera, con il quale stiamo trasformando numerosi pubblici esercizi in presidi di legalità e in porti sicuri per le donne vittime di molestie, violenze o attenzioni eccessive non gradite. Grazie alla collaborazione con la Polizia di Stato siamo pronti a fare un ulteriore salto di qualità estendendo Sicurezza Vera ad altre realtà”.

Progettualità che vanno di pari passo con un approccio pragmatico ai problemi contingenti, con il boom di richieste di accesso da parte delle imprenditrici del settore ai fondi per l’imprenditoria femminile messi a disposizione anche grazie al Pnrr. Un modo per dare alle proprie imprese la solidità necessaria a uscire indenni dalla tempesta perfetta scatenata dall’impennata dell’inflazione, delle bollette e delle materie prime alimentari.