Discoteche sicure, Zagami (Supermarket Torino): «Diamo ai giovani i giusti messaggi»

Quattro interviste, tutte dedicate al mondo dell’entertainment con le discoteche in prima linea, animeranno in queste settimane una mini-rubrica su Mixerplanet.com, in collaborazione con SILB, parte d...

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Quattro interviste, tutte dedicate al mondo dell’entertainment con le discoteche in prima linea, animeranno in queste settimane una mini-rubrica su Mixerplanet.com, in collaborazione con SILB, parte del circuito Fipe-Confcommercio, che dal 1967 riunisce le imprese operanti nel settore dell'intrattenimento da ballo e di spettacolo.

Dopo la prima intervista al presidente del SILB, Maurizio Pasca, abbiamo raggiunto al telefono Barbara Zagami, dirigente nazionale e vice presidente a Torino del sindacato in seno a FIPE, da 25 anni gestrice del Supermarket Club nel capoluogo piemontese. 

FIPE, insieme al SILB, intensifica le attività in tema di sicurezza. Quanto è importante?

«Sicurezza e divertimento sono diventate un’unica parola. Solo insieme consentiranno di avere sia l’una che l’altra nel prossimo futuro. Senza la sicurezza abbiamo continuamente problemi di illegalità: è un tema di cui mi occupo da quasi cinque anni sul territorio a Torino e a livello nazionale con il SILB. Abbiamo messo in piedi tanti progetti per favorire il divertimento sicuro, come ad esempio “Questa non è un’uscita di sicurezza” con i ragazzi di IED, un manifesto e un codice etico con COGEU, il Comitato Genitori Unitario che sta lavorando anche alla nascita della Giornata Nazionale del Divertimento in Sicurezza. E ancora abbiamo introdotto il tema degli eco club che indottrina i ragazzi a essere sensibili verso la sostenibilità, corsi per il bere consapevole nelle scuole. Le discoteche hanno il dovere di offrire spazi normati, controllati e sicuri, le norme ci sono e le seguiamo, ma anche i giovani devono essere informati. È interessante anche il progetto con il Gruppo Donne Imprenditrici di FIPE, Sicurezza Vera».

Funziona la collaborazione con le istituzioni?

«Funziona, ma siamo chiamati a fare molto di più. È necessaria una campagna di sensibilizzazione nazionale, perché i nostri locali come già detto hanno il dovere di essere sicuri, ma vanno percepiti come tali. Si dovrebbe creare una sorta di nuovo ecosistema sano, partendo sin dai giovanissimi e compresi gli artisti. Nel Torinese facciamo tante segnalazioni, anche con discreti risultati, il problema è che segnali 20 abusivi e ne aprono altri 25; è una macchia difficile da contenere. Per fare un altro esempio, collaborando a Torino con COGEU (il comitato nato dopo la strage di Corinaldo nel 2018, quando nella notte dell’8 dicembre sono morti cinque ragazzini e una mamma durante il concerto di Sfera Ebbasta nella discoteca Lanterna Azzurra propri, ndr), al Supermarket facciamo tanti eventi per i giovani accompagnati dai genitori. La lotta all’abusisvimo è una lotta di concetto, non solo commerciale».

I giovani sono sensibili al tema?

«Sono molto attenti e sensibili, siamo noi che dobbiamo essere bravi a trasmettere in modo intelligente il messaggio che vogliamo mandargli. I ragazzi vogliono dialogo, non divieti, bisogna imparare a comunicare bene. Credo che l’informazione sia l’unica leva che possiamo utilizzare per combattere qualsiasi problema».

Gestisce il Supermarket Club di Torino da 25 anni. Ha praticamente vissuto la flessione del mondo discoteche fino ad oggi. Cosa è successo?

«Negli ultimi 20/25 anni si è abbassato il livello dell’offerta artistica, per mille ragioni. Siamo anche meno, tutte le discoteche sono in difficoltà e sono cambiati i gusti, ci sono altri modi per socializzare. Bisogna ridare credibilità al prodotto che vendiamo, e gestire meglio i prezzi».

Il nuovo severissimo Codice della Strada aggiunge ulteriori ostacoli?

«Sì, ma siamo organizzati con le sovvenzioni con i tassisti, con un progetto navette anche per Capodanno».

Cosa c’è sui tavoli di lavoro?

«A livello territoriale la regolamentazione del ballo under 16, e anche l’orario di chiusura che vogliamo spostare dalle 5:00 alle 5:30. Le discoteche non devono essere considerate un problema, ma una risorsa».

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