Legge di bilancio, mance ai camerieri tassate al 5% e in busta paga

Sono previste novità per le mance ai camerieri con l’entrata in vigore della legge di bilancio 2023, dopo che il testo della manovra è stato approvato questa settimana dal Consiglio dei ministri.

La tassazione sale al 5%

La manovra, infatti, stabilisce che in tutte le strutture private elencate all’articolo 8 del Codice del turismo – alberghi, bar, ristoranti – le somme destinate dai clienti ai lavoratori a titolo di liberalità, acquisite attraverso il datore di lavoro, siano soggette a una imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali pari al 5%, entro il limite del 25% del reddito percepito nell’anno per le prestazioni da lavoro.

L’imposta viene applicata dal sostituto d’imposta, con la riduzione che vale esclusivamente per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nell’anno precedente, a 50mila euro. Non solo: gli importi delle mance che confluiscono in busta paga vengono anche considerati per il riconoscimento della spettanza o per la determinazione di deduzioni, detrazioni o benefici di qualsiasi titolo, anche di natura non tributaria.

Le reazioni delle associazioni

Come si ricorderà, un anno fa era stata la Cassazione a precisare come le elargizioni dei clienti al personale fossero da considerarsi a pieno titolo un’entrata rientrante nel rapporto di lavoro subordinato, sia ai fini fiscali sia contributivi. Adesso, si tratta di stabilire se se il taglio deciso dall’esecutivo avrà l’effetto sperato di spingere nuovi addetti a lavorare nel turismo, facendo emergere il sommerso e aumentando il gettito per lo Stato.

La riduzione del carico fiscale mi sembra giusta, ma sarebbe anche necessario favorire la possibilità di lasciare le mance con carte e Bancomat: un’esigenza sentita soprattutto dai clienti stranieri“, ha commentato ad esempio il segretario generale di Confesercenti, Mauro Bussoni. 

Una necessità, sottolinea Fipe, che si deve accompagnare al rinnovo del contratto per l’intera categoria. “L’intento di ridurre il carico fiscale e far emergere denaro non dichiarato è lodevole, ma è fondamentale che il meccanismo veda nell’impresa solo un semplice intermediario, prevedendo la decontribuzione totale per garantire neutralità e dare efficacia ad un provvedimento con intenti e spirito giusti“, ha precisato Lino Stoppani, presidente di Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi di Confcommercio.