Manovra: tornano i voucher per l’Horeca. Tetto a 10mila euro

Tra misure per contrastare il caro energia e la reintroduzione dei buoni lavoro, all’interno del testo della manovra di bilancio 2023 approvata dal Consiglio dei ministri non mancano le iniziative indirizzate al mondo horeca.

In primo piano, tra quanto disposto dal governo Meloni, tornano i voucher lavoro. I “buoni” potranno essere usati, con un tetto fissato a 10mila euro, nel settore alberghi e ristorazione con lo scopo di “regolarizzare” il lavoro stagionale e saltuario.

Voucher, come funzionano

I buoni lavoro sono un sistema di pagamento che i datori di lavoro possono usare nei casi di un lavoro svolto in modo discontinuo, al di fuori di un contratto di lavoro normale. Introdotti nel nostro ordinamento nel 2003, negli anni il loro utilizzo è cresciuto fino a raggiungere i 134 milioni nel 2016 (dati Inps), aiutati dal fatto che sono esenti da tasse per chi li riceve come pagamento, oltre a poter essere ricevuti anche da chi è già in pensione.

Per il datore di lavoro il vantaggio risiede nel fatto che, nei rapporti regolati con i voucher, sussiste la copertura Inail per infortuni, ma non quella relativa a malattia, maternità, disoccupazione o altre forme di welfare lavorativo.

Nella pratica, il datore di lavoro li acquista dall’Inps (in alcuni casi anche in tabaccheria, in banca o alle Poste) disponendo poi di un margine di tempo prestabilito per usarli pagando un lavoratore che, a sua volta, potrà poi riscuotere i buoni lavoro dall’istituto di previdenza. La cifra pagata, però, non è pari a 10 euro, ma si aggira intorno ai 7,50 euro, la differenza essendo trattenuta per versare le prestazioni contributive all’Inps e l’assicurazione Inail.

Misure contro il caro energia

Nel testo della manovra viene confermato anche il taglio degli oneri impropri delle bollette (rifinanziato fino al 30 marzo 2023) e il credito d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale per bar, ristoranti ed esercizi commerciali. Tale credito salirà dal 30% al 35%, mentre per le imprese energivore e gasivore passerà da 40% a 45%.

Infine, la legge di bilancio 2023 rifinanzia per 1 miliardo il fondo che garantisce tutte le operazioni finanziarie direttamente finalizzate all’attività d’impresa concesse da un soggetto finanziatore (banca o altro) alle piccole e medie imprese.