Inter e scudetto: l’assembramento è servito

Galeotto fu l’Inter e il suo scudetto: il mega assembramento da 30 mila tifosi, se per un attimo ha fatto credere di essere tornati alla normalità, ha subito dopo ricondotto bruscamente alla realtà del paradosso: assurdo.

Assurdo che si sia potuta verificare una cosa del genere e che non siano stati prese in anticipo delle contromisure.

Eppure, a livello nazionale, grazie al sistema dei decreti legge adottato dall’esecutivo Draghi, tutto era filato abbastanza liscio fino ad ora: controlli nei weekend, multati i trasgressori.  

E’ bastato il gol della vittoria per mandare tutto nel pallone.

 “Le immagini della festa scudetto che i tifosi hanno messo in scena ieri in Piazza Duomo a Milano ci lasciano senza parole!  – chiosa infatti con durezza Paolo Capurro, Presidente di ANBC-Fipe, Associazione Nazionale Banqueting e Catering -. 30.000 persone, una sull’altra, senza alcun distanziamento e in molti casi senza mascherina. Non era forse un pericolo assolutamente prevedibile? E poi ci dicono che i nostri imprenditori, fermi da 14 mesi, non potranno tornare a lavorare almeno fino ad agosto perché gli eventi creano il rischio di assembramenti. Con quale faccia le Istituzioni potranno addurre ancora questa motivazione dopo lo scempio a cui abbiamo assistito?” sui fatti accaduti nella giornata di ieri a Milano.

Protesta anche Lino Enrico Stoppani della Fipe, che ritiene l’accaduto–come spiega all’Adnkronos – “un’offesa nei confronti dei settori cui sono stati chiesti grandissimi sacrifici”. In quanto in alcuni casi “ci sono dei divieti severi e rigorosi che si ritengono necessari per superare questa emergenza”. Mentre dall’altra, “vediamo scene come quella di ieri che lasciano molta perplessità, anche se su queste situazioni immagino che la gestione non fosse facile anche dal punto di vista dell’ordine pubblico”.