L’Arte e la Scienza di trasformare gli alimenti in compagnia di Gnam!

11156121_795804693860149_7850726135766246065_nGiunge al termine la mostra L’Arte e la Scienza di trasformare gli alimenti a cura di Gnam!. Domenica 26 luglio sarà l’ultimo giorno nel quale poter visitare la mostra organizzata da Creda Onlus, Multiversi – divulgazione scientifica e Consorzio Villa Reale e Parco di Monza. Per l’occasione sono stati programmati due eventi collaterali: venerdì 24 luglio dalle 19 alle 21 presso i giardini della mostra, sarà protagonista la magnetica e selvaggia Africa con un aperitivo dedicato al caffè. A partire dalle leggende dei pastori etiopi, che ne scoprirono curiosamente virtù e qualità, il visitatore potrà scoprire come è nata e si è sviluppata la tradizionale coltivazione di caffè nel continente africano. Il racconto del Villaggio Globale – Commercio Equo solidale è l’occasione per conoscere da vicino le coltivazioni di caffè africane e la filiera produttiva che porta questa famosa bevanda aromatica sulle nostre tavole. A seguire verrà servito un aperitivo tipico a cura di “Le ricette di Eleni”, sempre nello stile Gnam!.

Domenica 26 luglio alle ore 11:00, torna lo show coking scientifico con le ricette di Greta, “Cuoca Mattarella!”. La chef della “Cascina Mulini Asciutti“ mostrerà ai partecipanti come preparare un ottimo aperitivo dagli ingredienti un po’ bizzarri e insegnerà al visitatore alcuni speciali trucchi scientifici da adottare in cucina. Per maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione basta cliccare su www.gnamexpo.com.

Il Parco di Monza fu istituito il 14 settembre 1805 per volontà dell’imperatore Napoleone con lo scopo di farne una tenuta agricola modello e una riserva di caccia. All’epoca, la Villa Reale e i suoi Giardini esistevano già, voluti da Maria Teresa d’Austria nel 1777. La volontà era quella di costruire un parco più grande di quello di Versailles, al cui interno venissero compresi campi agricoli, strade, cascine, ville e giardini preesistenti e ora facenti tutti parte del complesso, quasi un compendio del territorio agricolo lombardo. Intorno al 1808 il Parco di Monza diventa così il più esteso parco cintato d’Europa, con un muro di recinzione lungo 14 km. L’architetto Luigi Canonica, modificò le strutture esistenti, facendo abbattere le cascine di struttura cadente e preservando invece i complessi paesaggistici importanti come le ville Mirabello e Mirabellino, trasformandoli e ingentilendoli con elementi dello stile neoclassico, in armonia con quello della Villa Reale. Nel 1814, per incontrare il favore popolare, il Parco fu aperto al pubblico, ma solo in orari prestabiliti.

All’interno del Parco esistevano delle vere e proprie “aziende”, tra cui i “regi vivai”, che oltre a servire il parco, operavano anche per conto proprio. I prodotti agricoli, tra cui l’uva e le foglie di gelso per la bachicoltura, venivano sfruttati e venduti. Alcuni prodotti furono introdotti nel Parco come sperimentazione agricola, per esempio la coltivazioni di lupini e di produzione di olio di oliva. Oggi il Parco di Monza ha una superficie di 688 ettari ed e’ situato a nord della citta’ di Monza, tra i comuni di Lesmo, Villasanta, Vedano al Lambro e Biassono. Rappresenta un coplesso di enorme valore paesaggistico, storico e architettonico, incluso nel più ampio Parco regionale della Valle del Lambro. Dei suoi 7.325.000 mq, circa la meta’ e’ costituito da bosco e da una grande varieta’ di piante, tra le piu’ comuni vi sono le querce, tigli, faggi, platani, ippocastani e cigliegi. Nato come riserva di caccia e tenuta modello ove sperimentare le piu’ varie colture, nel parco oggi risiede una gran varieta’ di specie amimali sia spontanee che di allevamento bovino (Mulini San Giorgio) ed equino (Cascina Cernuschi). Tra i mammiferi si possono trovare Ghiri, Ricci, Lepri, Conigli selvatici e anche se limitata, la Volpe e tra gli uccelli, Fagiani, Tortore, Colombacci, Gallinelle d’Acqua, Cornacchie Grige, Merli, Cincie, Civette e Allocchi, picchio rosso minore e picchio verde.

mirabello Villa Mirabello esisteva già quando venne costituito il parco, venne fatta costruire dalla famiglia Durini tra il 1656 ed il 1675. Si narrà che la villa fu edificata sulle rovine di un vecchio castello di proprietà di una nobile famiglia spagnola, i De Leyva, da cui nacque Virginia Maria de Leyva, meglio conosciuta come la Monaca di Monza. Gerolamo Quadrio che seguì i lavori di Villa Mirabello, la strutturò attorno a una corte nobile e a una rustica. Il viale d’accesso infatti corrisponde all’asse di simmetria che attraversa la corte nobile e l’edificio padronale. Sulla Villa spiccano due torrette-belvedere, che testimoniano le origini militari dell’edificio. La sua particolare struttura, con corte d’onore, si puo’ considerare come il passaggio dalla tipologia del castello/palazzo chiuso fra mura, tipico del 1400-500, al nuovo concetto di palazzo-villa di campagna aperta verso uno scenografico giardino o parco. Anche Villa Mirabello, come molte ville del Settecento italiano, fu chiamata anche Villa delle Delizie. Questa denominazione deriva dal fatto che le ville erano concepite come residenze di campagna in cui i nobili si ritiravano nei periodi di villeggiatura, dedicandosi allo svago e diletto nel pieno godimento della natura, dedicandosi all’arte, alla musica e al buon cibo…il tutto all’insegna della raffinatezza e del buon gusto. Durante il periodo in cui fu abitata dal cardinale Angelo Maria Durini (1725-1796), la Villa Mirabello, abbellita con affreschi e ristrutturata, divenne “luogo di delizie e cenacolo di letterati”, fra cui il poeta Giuseppe Parini. Fonti e approfondimenti: