I finalisti de ‘I riti del bere’ rilanciano la grappa

Considerare la grappa come un distillato capace di trasformarsi in ‘rito’. Questo è stato l’obiettivo di Fiera Milano Media e Centro Studi Assaggiatori nel proporre un programma per la valorizzazione della grappa. Una ricerca rivolta ai professionisti dell’ospitalità, ai giornalisti e ai tecnici del settore ‘out of home’ che si è conclusa con la premiazione dei tre fortunati vincitori durante Host, la fiera per eccellenza del settore dell’ospitalità professionale tenutasi a Milano a fine ottobre.

I requisti per partecipare al programma? Avere una storia da raccontare, un codice sensoriale decifrabile per aprire ai consumatori nuovi orizzonti. E Loris Tonelli, che si è aggiudicato il primo premio come top talent de ‘I riti del bere’ con la sua “Mela Stregata”, ha puntato su una contaminazione tra show cooking e mixability.

«La mela stregata è una rivisitazione del rito di bere la grappa – ci spiega Loris subito dopo aver ritirato il premio – Mi sono ispirato alla mia terra, la Valtellina, dove gestisco il mio bar, che si chiama Mela Stregata proprio in virtù del frutto simbolo della nostra agricoltura. Il rito è molto coinvolgente: si tratta di una mela privata in parte della polpa così da ricavarne un bicchiere. Si procede poi caramellando l’interno del frutto in modo che si ricopra la parte superiore esterna. Versando la grappa nella mela si assapora il suo gusto forte accompagnato dalle note dolci del caramello; dopo aver gustato l’acquavite si prosegue l’esperienza assaggiando la mela caramellata coi sapori dolci e delicati e le note decise dalla grappa».

I riti del BereDietro ogni grappa da raccontare c’è un talento, un operatore che lavora dietro al bancone alla ricerca di proposte, di storie che possano coinvolgere il cliente che abbia voglia di vivere una esperienza sensoriale diversa. È il caso di Daniele Salvatori, terzo classificato, bartender di lunga data, docente di corsi per barman e caffetteria. «Mi piace proporre sempre nuove idee, drink alternativi, per far vivere all’avventore un’emozione nuova, una sensazione diversa, un’esperienza. Molto tempo fa, leggendo qua e là tra i libri, mi rimase impresso come gli Antichi Romani già provassero a comporre intrugli mescolando diversi tipi di vino tra loro e aromatizzandolo con delle spezie. Oggi la grappa purtroppo viene consumata solo nei ristoranti come digestivo o come correzione nel caffè. Un po’ pochino per un prodotto con una tale storia e tradizione. Ho voluto per questo creare il mio rito che propongo spesso al bar, spiegando che anche la grappa può essere tranquillamente miscelata nei drink, senza nulla togliere agli altri distillati esistenti, che può dare delle gioie e con determinate accortezze far rivivere quelle emozioni che gli Antichi Romani provavano quando creavano le loro misture. Una sorta di Mojito con la grappa aromatizzato con chiodi di garofano, menta e cannella che ho chiamato Spezia Grappito».

Il distillato da atmosfera
Grappa quindi inserita in nuovi contesti, in cucina così come dietro il banco bar. Ma c’è ancora chi apprezza il distillato puro. E allora è importante associare una speciale ritualità anche per chi voglia degustare la grappa in un’atmosfera di meditazione. Lisa Fontana, Sommelier AIS e Food Blogger, che si è classificata seconda, ha fatto proprio questo. Avvolgere la grappa in un velo di mistero. «Suadente Connubio, questo il titolo del rito che ho proposto per celebrare due eccellenze tutte italiane. Siamo in Toscana e le sensazioni tattili e gustative della Grappa del Chianti da Vinacce Sangiovese vengono armonicamente esaltate da quelle del Sigaro Toscano Extra Vecchio e del sapore del tabacco Kentucky che lo caratterizza. Con la sua coltura di nicchia e il sistema locale di coltivazione rappresenta in Italia un’eccellenza del settore agricolo, proprio come la Grappa lo è per il settore vitivinicolo. Si sorseggia la Grappa, con la dovuta lentezza, indugiando in bocca per assaporarne tutta l’ampiezza, si annusa il sigaro dall’aroma inconfondibile, e lo si fuma intervallandolo sapientemente al nobile distillato».

Un connubio magico e perfetto che solo la grappa è in grado di creare.