Fipe: sul coprifuoco serve più coraggio

Un braccio di ferro ancora in corso: su coprifuoco posticipato alle 23, somministrazione anche nei pubblici esercizi che non dispongono di spazi all’aperto e settore del wedding, il discorso non si è ancora chiuso.

Questi, infatti, sono i temi caldi che hanno tenuto banco nel corso della Conferenza delle Regioni e poi diventati oggetto della lettera inviata al premier Draghi. Lettera pienamente condivisa anche da Fipe che commenta: “Dopo un anno di restrizioni è necessario un supplemento di coraggio. I protocolli di sicurezza che consentono di far lavorare anche i locali che non hanno la possibilità di allestire spazi all’aperto ci sono ed è doveroso metterli in atto. Non si può discriminare ulteriormente metà dei bar e dei ristoranti del Paese, imponendo regole diverse per imprese dello stesso settore. Certo, anche posticipare il coprifuoco di un’ora, consentendo ai locali di fare il doppio turno la sera è importante, non tanto per ragioni di cassa ma per favorire attraverso l’allungamento dell’orario una distribuzione più ordinata e sicura dei clienti. Per noi dunque la priorità è rimettere in moto anche gli esercizi senza dehor e il mondo del banqueting bloccato da quattordici mesi. L’avanzare della campagna vaccinale e della bella stagione devono essere la spinta per andare in questa direzione. Senza questi interventi l’apertura del 26 aprile rischia di trasformarsi in una falsa partenza che aumenta diseguaglianze e rabbia.