Giuseppe Sala: la sfida Expo 2015

«Abbiamo diversi motivi per essere soddisfatti». Dalle parole di Giuseppe Sala, Commissario Unico Delegato del Governo per Expo Milano 2015 il compiacimento è quasi tangibile. E, in effetti, a buon diritto, dal momento che il 2013, ormai agli sgoccioli, è stato per Expo 2015 e la sua organizzazione foriero di successi.

«Il primo – prosegue Sala – è senza dubbio il superamento dell’obiettivo di partecipazione internazionale che avevamo fissato. Non solo abbiamo raggiunto le 130 adesioni, ma siamo ormai a un passo dai 140 Partecipanti Ufficiali. E abbiamo iniziato a consegnare le aree ai Paesi perché possano costruire i propri Padiglioni. Questo è senza dubbio un risultato di grande rilievo, perché è la testimonianza più concreta di quanto il progetto Expo Milano 2015 sia ben costruito e apprezzato a livello globale e che i lavori procedono nei tempi previsti. Nel 2013 abbiamo fatto importanti passi avanti anche sul fronte della collaborazione con gli enti locali. Con Regioni e Comuni, grazie al supporto del Governo, daremo vita a una programmazione specifica di eventi e appuntamenti.

L’obiettivo è coinvolgere e mettere in moto l’intero Sistema Paese, in ogni settore produttivo. Abbiamo registrato buoni riscontri pure dal punto di vista del coinvolgimento delle aziende: abbiamo stretto partnership per un valore complessivo che supera i 250 milioni di euro.

Il che significa essere a buon punto: sono infatti 300 i milioni di euro di investimenti privati che erano stati stimati a inizio lavori».

Tuttavia la macchina Expo non è partita subito speditamente: secondo lei questo ritardo lascerà il segno?

La partita di Expo Milano 2015 è aperta. Certo, ci sono state alcune difficoltà inizialmente. Ma abbiamo recuperato. Il progetto e la sua realizzazione oggi sono a buon punto.

Ci siamo dati un programma serrato di lavori che, sono certo, rispetteremo. Arriveremo pronti all’apertura, il 1° maggio 2015.

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Non è operazione facile spiegare quanti e quali benefici lascerà l’Esposizione Universale nel territorio direttamente interessato dalla manifestazione e quanto potrà significare per tutto il Paese. L’area che ospiterà Expo Milano 2015 sarà ben infrastrutturata e dotata delle tecnologie moderne e all’avanguardia. Questo non credo sia un disvalore. Anzi. È un’opportunità, perché apre un maggiore ventaglio di possibilità circa le sue destinazioni future. I dubbi, poi, sono legittimi. Soprattutto in un periodo così delicato come quello che il nostro Paese sta attraversando. Sono però convinto che Expo Milano 2015 riuscirà davvero a dare una nuova spinta al sistema produttivo nazionale e anche gli scettici dovranno ricredersi, almeno in parte.

Recentissimo l’accordo con Anci: cosa significa e quali prospettive apre?

L’accordo con l’Anci rappresenta l’impegno dell’intero Paese perché Expo Milano 2015 sia un evento di successo.

Quando sono i Comuni, ossia l’ente più vicino ai cittadini, a dire “Noi ci siamo; scommettiamo su questo progetto; investiamo nell’Esposizione Universale” vuol dire che qualcosa si è messo in moto.

Fare Rete può significare davvero il successo di questa manifestazione, che non vuole essere solo milanese, ma italiana.

Il network delle Amministrazioni locali, coordinato da ANCI, organizzerà un ricco calendario di appuntamenti ed eventi legati al tema di Expo Milano 2015 che coinvolgerà l’intera penisola.

Expo 2015 e Agenda Italia 2015: quali le sinergie possibili e auspicabili?

Agenda Italia rappresenta l’impegno diretto del Governo per la buona riuscita di Expo Milano 2015.

È di per sé dimostrazione dell’unità di intenti che avvicina la nostra programmazione a quella nazionale.

Le iniziative che ogni Ministero svilupperà per realizzare questo obiettivo indicheranno la direzione da seguire e serviranno a rafforzare il carattere italiano di questa manifestazione. Grazie ad Agenda Italia 2015 costruiremo un piano condiviso di azioni che permetteranno al nostro Paese di farsi trovare pronto ad accogliere i milioni di turisti che arriveranno da tutto il mondo per visitare l’Esposizione Universale.

Expo 2015 e turismo: indubbia l’affinità elettiva tra loro. Cosa possiamo aspettarci da questa unione felice?

Secondo alcune stime, Expo Milano 2015 porterà benefici al settore turistico per circa 5 miliardi di euro. Di certo questo è un dato da non sottovalutare. Così come bisogna ricordare che ci aspettiamo circa 6-7 milioni di visitatori provenienti dall’estero. Questi numeri devono essere di stimolo per tutti noi.

Abbiamo il compito di organizzare e presentare un’offerta culturale, di intrattenimento e di accomodation adeguata a un pubblico eterogeneo e con possibilità differenti, oltre a un programma di attività che coinvolga e promuova l’incoming turistico.

Per questo motivo stiamo collaborando attivamente con Enit e stiamo coinvolgendo nelle nostre attività i Tour Operator mondiali e le agenzie turistiche nazionali e internazionali: Expo Milano 2015 deve diventare il punto di partenza di un viaggio alla scoperta delle città d’arte e dei luoghi di cultura d’Italia.

Ai primi di ottobre Torino ha ospitato l’International Participants Meeting che ha costituito un’ottima occasione per tastare l’avanzamento dell’opera, il feed back dei Paesi e il mood diffuso intorno all’Esposizione Universale. Qual è la sua lettura in merito?

L’International Participants Meeting è un momento molto proficuo di incontro e di confronto con i Paesi. A Torino, durante la terza edizione dell’IPM, le delegazioni hanno seguito con interesse e con curiosità i lavori. La sensazione percepita, e direi condivisa, è di profonda soddisfazione perché abbiamo fatto importanti progressi. Il progetto si sta arricchendo di contenuti, grazie anche alle interpretazioni del tema che i Paesi stessi daranno nei propri spazi espositivi, e sta prendendo sempre più forma. La visita in cantiere, in particolare, ha permesso di valutare direttamente lo stato di avanzamento delle attività. E ha dato, ne sono certo, maggiore concretezza all’immagine che ogni delegato ha di Expo Milano 2015.

Il 2014 è alle porte, quali le novità più importanti che dovranno essere concretizzate?

Il primo pensiero va al sito espositivo: a fine anno consegneremo i primi lotti ai Paesi. Quindi ci aspettiamo di vedere crescere la Smart City di Expo Milano 2015. Ci auguriamo di vedere confermate le presenze di alcuni importanti Paesi che al momento mancano all’appello, ma che stanno lavorando per esserci. E puntiamo a creare un coinvolgente e positivo movimento di opinione, anche sfruttando le enormi potenzialità dei social media, che sappia essere di supporto alla riflessione sulle sfide legate all’alimentazione e alla sostenibilità ambientale, aperte dal tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

Lei ha recentemente definito Expo 2015 come “l’inizio di un viaggio alla scoperta dell’Italia”: quali iniziative e quali strumenti verranno adottati per facilitare questo processo?

All’interno del sito espositivo sarà il Padiglione Italia a dare lustro alla storia, alla cultura, all’arte e all’eccellenza agroalimentare del nostro Paese, dando spazio alle specificità di Comuni e Regioni. L’inconfondibile “Italian Style” sarà comunque percepibile e riconoscibile ovunque, lungo il Cardo e il Decumano. Come dicevo, vorremmo che Expo Milano 2015 diventasse il punto di partenza di un viaggio con differenti punti di approdo in tutta la penisola. È in vista di questa promozione più ampia dell’intero Sistema Paese che si muovono la collaborazione con Anci, con la Conferenza delle Regioni e con Enit. Stiamo facendo rete perché tutto questo sia possibile.

Tante le aspettative riposte dal nostro Paese e da noi italiani nell’appuntamento del 2015: quali le sue sia dal punto di vista economico che da quello socio-culturale?

Non ho attese differenti da tutti gli altri nostri concittadini e connazionali. L’impegno che tutti, a partire dal Governo, stiamo mettendo per l’Esposizione Universale è una prova di unione e di collaborazione che credo debba farci sentire orgogliosi. Expo Milano 2015 è un’occasione davvero speciale per l’Italia, per rilanciare la propria immagine in ambito internazionale e per dare impulso a tutti i settori produttivi. Dare accoglienza a milioni di persone, mettendo a disposizione servizi di alto livello, è il miglior biglietto da visita con cui possiamo presentare il nostro Paese al mondo. Inoltre, il tema dell’evento chiede in primis all’Italia – in qualità di Paese ospitante – di dare avvio a un’azione responsabile, per individuare e promuovere le linee guida per assicurare a tutti il diritto a cibo sano, sicuro e sufficiente.

Perché il semestre di Expo non si esaurisca in buoni propositi ma abbia una concreta realizzazione sul tema dell’alimentazione secondo lei quali strategie andrebbero adottate?

Bisogna pensare Expo Milano 2015 come laboratorio di idee, come piazza di scambio e di condivisione di informazioni, conoscenze e tecnologie sulla sicurezza alimentare e la sostenibilità ambientale. E bisogna farlo già da ora. L’Esposizione Universale che stiamo organizzando e il suo tema affrontano una delle più urgenti sfide che riguarda l’umanità: la distribuzione delle risorse alimentari. Per questo è fondamentale sin da ora che vengano attuati e aperti progetti di ricerca specifici su tali questioni. Anche il protocollo che abbiamo stretto a inizio anno con il Ministero dell’Ambiente percorre questa via. L’obiettivo è quello di realizzare un centro internazionale di ricerca sull’alimentazione e lo sviluppo sostenibile, che sia punto di riferimento per la comunità scientifica mondiale e che possa portare avanti la mission dell’Expo di Milano dopo il 31 ottobre 2015.

Chiudiamo con una domanda personale: qualche giorno fa Celentano ha “raccontato” agli studenti del politecnico la sua Milano Utopica, che nascerà dopo Expo, racconterebbe a noi la sua?

Dopo l’Expo del 2015, Milano sarà una città di maggiore respiro internazionale, più a misura d’uomo, grazie alle tecnologie Smart che stiamo integrando su un’unica piattaforma digitale insieme al Comune, più attenta all’ambiente e più accogliente. Se è vero che le Esposizioni Universali cambiano le città e i Paesi che le ospitano, penso che Expo Milano 2015 diventerà emblema della capacità di mettere a fattor comune intelligenza e creatività per fare Sistema, squadra – se vogliamo – attorno a un progetto comune.