Discoteche, la voce del silenzio. E il settore scende in piazza

Nessuna data ancora per le discoteche. E il 10 luglio sembra sempre più un miraggio. Il settore scende in piazza in 22 città, mentre le feste non autorizzate non si fermano.

 

Un silenzio ancora troppo rumoroso quello che circonda il mondo delle discoteche. Dopo la protesta che ieri ha visto scendere nelle piazze di 22 città i rappresentanti del settore, il malcontento è palpabile. Se fino a qualche giorno fa la data del 10 luglio sembrava un traguardo possibile, oggi potrebbe essersi tramutato in miraggio.

E questo in un’Italia tutta bianca in cui tutte le attività sono praticamente ripartite, con un solo grande assente: il mondo delle discoteche.

E in tutto questo i giovani si organizzano in proprio, fuori da ogni protocollo di sicurezza.

E, a questo proposito, l’attualità ci riporta al recente rave organizzato in Toscana, tra Pontedera ed Empoli, che ha visto radunarsi in una festa non autorizzata circa 6 mila giovani.

Come sottolinea Riccardo Tarantoli del Silb Firenze, sono proprio gli eventi come questo che fanno capire quanto sia stato sbagliato non riaprire ancora i locali autorizzati e forniti di protocolli validati.

Una situazione imbarazzante, che fa temere per i prossimi mesi e su cui Raffaele Esposito, presidente provinciale della Confesercenti Salerno dice: “Adesso con l’euforia estiva si fa presto a dimenticare la sofferenza socio economica delle nostre imprese e dei nostri imprenditori, ad ottobre vi sarà la necessità di ridare sostegno a migliaia di imprese, sostegno e non briciole”.