Riapertura discoteche: il Silb spera in una svolta a breve

Serve una data certa per la riapertura delle discoteche: l’appello di Maurizio Pasca.

Ipocrisia: è questa la definizione scelta da Maurizio Pasca, presidente Silb.

In un’Italia in cui si balla dovunque e quasi sempre abusivamente e senza controllo (sulle spiagge e nelle piazze, per esempio) le discoteche, che tramite protocolli dedicati potrebbero garantire maggiori tutele, sono invece ancora chiuse.

“Siamo convinti che il Consiglio dei Ministri di domani (30 giugno- ndr) ponga, finalmente, fine all’ingiustizia di tenere le discoteche chiuse senza un giustificato motivo – dichiara infatti Pasca-. Queste attività non potranno più sopportare di rimanere chiuse perché sarebbe un dramma per gli oltre 3000 imprenditori e per i 100.000 lavoratori dipendenti che contribuiscono al divertimento nei luoghi di vacanza e nelle nostre città.

Ormai gli italiani ballano dappertutto, tranne nei locali nati per ballare. Un’ipocrisia bella e buona alla quale il governo ha il dovere di porre fine immediatamente. Abbiamo bisogno di una data certa nella quale le discoteche potranno finalmente accogliere le persone, garantendo loro sicurezza e rispetto dei protocolli sanitari. Tutto il resto, dalle piazze, alle spiagge, è abusivismo, senza regole né controlli.

Non si capisce come il governo possa tollerare questo stato di cose. Siamo fiduciosi della capacità di mediazione politica del presidente del Consiglio Draghi al quale rivolgiamo un appello accorato affinché faccia riaprire da subito le nostre attività, perché non c’è veramente più tempo da perdere”.

“Sappiamo – conclude Pasca – che all’interno del governo esistono diverse sensibilità, ma è ora che le resistenze ingiustificate vengano superate, nell’interesse non certo degli imprenditori, di cui evidentemente interessa a pochi, ma della sicurezza di tutti quanti. Non si possono accettare rave e party sregolati e continuare a bloccare le attività legali e sicure. È assurdo. Non vorremmo essere costretti, per tutelare le nostre imprese e garantire rispetto delle regole, a prendere delle iniziative legali per farci ascoltare”.