Discoteche chiuse, il Cdm approva la mini-proroga di 10 giorni

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Dovranno restare chiuse ancora per 10 giorni le discoteche e le sale da ballo italiane. E’ quanto ha deciso il Cdm, chiamato a decidere sul rinnovo delle misure legate all’emergenza Covid scadute il 31 gennaio.

Alla vigilia del provvedimento, le preoccupazioni dei gestori avevano riguardato la necessità di salvaguardare la data di San Valentino, dando così la possibilità ai titolari dei locali di programmare con il dovuto anticipo la ripartenza delle attività.

Adesso dunque la decisione dell’esecutivo Draghi, che però non elimina le richieste dei gestori, da sempre uniti nel chiedere maggiore attenzione alle proprie istanze. “Il tempo è finito, adesso bisogna passare dalle parole ai fatti, non vogliamo più essere trattati come gli emarginati, gli untori e gli ultimi della classe. Siamo stufi, meritiamo rispetto”, ha detto nei giorni scorsi il leader del Silb, il sindacato dei gestori dei locali, Gianni Indino.

Al centro del malumore dei gestori di sale da ballo e discoteche, infatti, c’è ancora la questione dei ristori. “C’avevano promesso 40 milioni per i ristori, dopo qualche ora sono diventati 30, in Gazzetta Ufficiale ne sono arrivati 20: quando si discute dove allocare le risorse noi veniamo sempre all’ultimo posto: ma siamo un settore che in Italia raccoglie quasi 4mila imprese che, con l’indotto, danno lavoro a 150-200mila persone, meritiamo rispetto”, sottolinea Indino.