Il giallo del covid manager che appare e scompare

Scompare dal protocollo la figura del covid manager e viene eliminato il numero massimo di ospiti: il settore del Banqueting e Catering tira un sospiro di sollievo.

Dopo l’allarme dei giorni scorsi, le feste private potrebbero tirare un sospiro di sollievo. Il testo del protocollo prodotto in seno alla Conferenza Stato Regioni, e ora in attesa di passare al vaglio del CTS e del ministero della salute, presenta infatti, delle modifiche interessanti.

“Due, essenzialmente, i punti controversi eliminati – spiega Paolo Capurro presidente di ANBC-. Il primo è relativo appunto al covid manager, figura controversa, sotto vari punti di vista e ora sparita dall’ordine del giorno.

Il secondo riguarda l’eliminazione del contingentamento del numero massimo di ospiti: ora si utilizzerà il parametro dello spazio a disposizione.”.

Buone notizie anche sul fronte del ballo: le danza sono ora autorizzate, purché si mantenga la distanza di 1,20 metri all’esterno e di 2 metri al chiuso.

Un netto miglioramento, dunque, rispetto agli scenari delineati la scorsa settimana.

Resta comunque un giallo: da dove è spuntata la figura del covid manager?

E come mai ha fatto la sua comparsa in maniera così roboante (in pochi giorni è diventata la star dei media) per poi cadere rapidamente nel dimenticatoio?

Covid manager: chi è costui?

Come conferma l’avvocato Simona Cardillo dello Studio Lexant, “Attualmente la figura del covid manager non è una figura normata a livello nazionale. Tuttavia, alcune regioni, come il Veneto (nelle “Indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari” del 29/04/2020) e la Lombardia (con l’ordinanza n. 532 del 24/04/2020) hanno introdotto la figura professionale del Covid-Manager con funzioni, appunto, di coordinamento per l’attuazione delle misure di prevenzione del contagio da Covid-19. Esso costituisce il principale referente aziendale con le strutture del Sistema Sanitario Regionale e gli enti di controllo, che ha l’obiettivo di garantire la salute e sicurezza delle attività lavorative”.

Ma se non è una figura normata, come mai tanta improvvisa popolarità. Addirittura da ventilarne la presenza nel protocollo da sottoporre al tavolo di regia?

“E’ stato il tam – tam dei media; dei social specialmente”- suggerisce Capurro.

Tuttavia, nell’ambito del settore delle feste private la gestione del covid manager non è propriamente agevole. Tanti i dubbi sul suo ruolo e le sue competenze.

“Chi lo forma? – si chiede infatti il presidente ANBC – Chi è il suo committente? Forse gli sposi? Quale autorità ha nei confronti dei vari fornitori?  (non dimentichiamoci che sono veramente tanti: dal fiorista, ai musicisti, dal fotografo ai cuochi, dal servizio in sala a quello guardaroba, solo per fare qualche esempio). Spetta a lui fare osservare tutti i protocolli? E in questo caso, non avrebbe diritto a una retribuzione all’altezza di tali responsabilità? E in quanti potrebbero accollarsi tali costi?

Sono stati proprio questi interrogativi a mettere sull’avviso la nostra associazione che ha invece sempre puntato sulla validità e sull’esaustività dei protocolli, chiedendo che ci si impegnasse a farli rispettare”.

Adesso, comunque,  questa controversa figura sembrerebbe scomparsa dal protocollo di settore  e le idee sono un po’ più chiare.

Probabilmente però, se il covid manager, non è contemplato nel protocollo relativo a catering e banqueting non è detto che non lo vedremo ben presto fare altrove la sua comparsa , visto che – come ci spiega Cardillo – “ L’introduzione della figura in discorso è all’esame di varie Regioni e molte aziende, anche non obbligate a farlo, stanno prendendo in considerazione l’introduzione di questa figura anche in un’ottica di limitazione del rischio connesso ai temi della sicurezza sui luoghi di lavoro”.