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08 Novembre 2023
Con circa 6 milioni di sacchi di robusta e 1 di arabica, l'Uganda è il secondo produttore di caffè del Continente dopo l’Etiopia e ha nell’Italia il suo primo Paese d’esportazione.
Il caffè contribuisce al 15% dell’export e dà sostentamento a più di 2,5 milioni di persone, tra cui oltre 1,8 milioni di piccoli coltivatori. Qui Volcafe è presente con la società Kyagalanyi, un nome profondamente radicato e conosciuto in tutta la nazione: commercializza il caffè dalle principali aree della robusta e dell’arabica; gestisce 7 washing station e recentemente ha ampliato le attività nel Rwenzori, con una grande unità che lavora arabica sia lavato sia naturale.
"L’Uganda è una delle origini su cui abbiamo lavorato maggiormente, cooperando con ONG, associazioni locali, enti certificatori e torrefattori" afferma Adriano Bagnasco, General Manager Volcafe Italia. "Siamo intervenuti sulla formazione dei farmer per migliorare la qualità, aumentare la quantità e assicurare continuità demografica, scoraggiando l’abbandono delle colture da parte dei giovani attraverso nuove prospettive vantaggiose.
Abbiamo insegnato loro che lavorare il caffè può, anzi, deve essere un’attività imprenditoriale in grado offrire guadagni interessanti. Il corretto approccio al lavoro è stato mostrato all’interno di 21 farm modello e oltre 500 lotti dimostrativi che guidano alla migliore gestione della prima parte della filiera del caffè. Vedere il cartello con il simbolo Volcafe davanti alle piantagioni mi diceva che avevamo imboccato la strada giusta, fatta di una drastica riduzione della supply chain e di un reale supporto ai farmer".
PROGETTI PER UN FUTURO MIGLIORE
Attraverso Kyagalanyi, Volcafe gestisce numerosi programmi innovativi per superare le sfide sociali e ambientali nelle diverse comunità del caffè. Tra le iniziative, quella di aumentare la produzione senza deforestare, obiettivo che ha preso il via grazie a una sovvenzione rimborsabile ottenuta nel 2021 da Rebuilt Facility, società finanziaria che sostiene le imprese sostenibili di cacao e caffè nell’Africa Orientale e Occidentale.
Ciò ha permesso di piantare circa 100mila alberi e di salvaguardare oltre 1300 ettari di terreni agricoli in cui lavorano 1661 coltivatori, che hanno ricevuto premi per il loro caffè certificato UTZ. Oggi Kyagalanyi continua a espandere i propri interventi agroforestali e forma in tal senso gli agricoltori; l’obiettivo è di diventare catalizzatore di iniziative per avviare il settore verso metodi di produzione più sostenibili e ridurre i tassi di deforestazione.
Anche la tutela dei minori è protagonista di un'iniziativa condotta da Kyagalanyi con Nespresso e Terre des Hommes. A tal fine è stato realizzato un progetto incentrato sulla digitalizzazione e la sperimentazione di un sistema olistico e multisettoriale di monitoraggio e ripristino dei diritti dell’infanzia. Il progetto mira a rafforzare o istituire comitati a livello comunitario per aumentare la consapevolezza sui diritti dei bambini e sul lavoro minorile nelle comunità, monitorando le aziende agricole attraverso visite individuali alle famiglie al fine di identificare e indirizzare in modo sicuro o curare i bambini che sono a rischio o esposti a lavoro minorile, violenza, abbandono, abusi e molestie.
Sono numerosi anche i progetti che riguardano la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio agricolo, come quelli in atto nella regione di Masaka e Rwenzori e condotti insieme a Kyagalanyi e Nespresso, di agroforestazine e riforestazione. Questo al fine di ripristinare i suoli, limitare l’erosione, migliorare la biodiversità e aumentare l’ombra nelle piantagioni di caffè. Il progetto è iniziato in Rwenzori nel 2021, dove sono stati piantati 40mila alberi autoctoni a cui se ne stanno unendo altri 300mila. Il cluster di Masaka è iniziato nel 2023 con l’obiettivo di piantare 45mila alberi a Bukomansimbi e un totale complessivo di 360mila alberi da piantare a Bukomansimbi e Lwengo tra il 2023 e il 2025 attraverso la creazione di vivai comunitari. Il progetto mira a raggiungere un totale 1,240 milioni di alberi messi a dimora in entrambi i cluster tra il 2021 e il 2025.
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