Baobab, arachidi e tanta passione: i segreti dello chef Kitaba

Credits Pietro Baroni

Baobab da bere o da gustare al cucchiaio? Certo non capita tutti i giorni, ma al Padiglione dell’Angola è possibile.

Qui, infatti, grazie al tocco sapiente dello chef Kitaba, l’immenso albero simbolo del paese africano e icona possente all’interno del padiglione si fa specialità gastronomica.

Per Kitaba – al secolo Luìs Filipe da Costa Miguel, 30 nativo di Luanda –diffondere nel mondo le ricchezze alimentari del suo paese è infatti un must.

Nascono proprio così i suoi manicaretti, sapientemente imbanditi nel corso della serata angolana che insieme al su team di cucina e di sala lo ha visto protagonista.

baobab gelato
Gelato al baobab e alle arachidi con torta alla cannella

E tra le specialità ecco anche l’ingrediente segreto di Kitaba: l’arachide. Star della serata e ispiratrice delle varie preparazioni, come il “Muamba de peixe com frutos do mar” (pesce con  salsa di Kitaba a base di arachidi e frutti di mare) o il “A paixao do Chefe” (gelato al  baobab e alle arachidi con torta di cannella).

Un viaggio nel gusto, quello predisposto da Kitaba per i suoi ospiti, che ha consentito di viaggiare tra i sapori di un paese dalle mille contaminazioni.

In Angola, infatti, la dominazione portoghese ha introdotto molti spunti occidentalizzanti (non mancano anche elementi italiani e brasiliani) che si sono innestati con particolare piacevolezza sulle tradizioni locali.

Okra con gamberetti saltati
Okra con gamberetti saltati

Ecco allora che oggi la cucina angolana, proprio in virtù di questa combinazione di culture, ha raggiunto un elevato grado di diversificazione, incorporando sapori e consistenze in grado di soddisfare ogni palato senza però mai perdere la propria identità.

Influssi internazionali

Ma quali sono i cibi importati dalle altre culture? Ecco qualche esempio.

Il Portogallo ha introdotto in Angola riso e pomodoro, e la tecnica della frittura e del soffritto.

Dal Brasile provengono numerosi ingredienti ormai parte integrante della cucina angolana, come la manioca (particolarmente delicata e intrigante la polenta con essa prodotta), la patata dolce o il peperoncino.

Anche l’Italia ha contribuito alla ricchezza della cucina angolana con la pasta e, appunto, la polenta.