Allarme Aefi: “Per le fiere serve l’ok ai vaccinati non Ema”

Le fiere internazionali del wine & food che si svolgeranno in Italia nei prossimi mesi potrebbero vedere la presenza di meno operatori, in particolare quelli provenienti da Paesi terzi come Brasile e Russia.

Il motivo? Le misure attualmente in vigore, in base a quanto ha potuto apprendere Aefi dalle comunicazioni disponibili, richiedono giorni di quarantena e/o vaccinazioni suppletive con vaccini riconosciuti da Ema, l’Agenzia europea per i medicinali.

“L’attivazione urgente di nuovi corridoi per consentire anche a operatori internazionali vaccinati non Ema di partecipare alle fiere in Italia“, ha sottolineato a questo proposito il presidente dell’Associazione esposizioni e fiere italiane, Maurizio Danese.

Che ha aggiunto: “Se il Governo ha deciso – come giusto – di non chiudere le manifestazioni fieristiche, allo stesso tempo deve stabilire regole chiare per consentire l’accesso a tutti gli operatori della domanda, anche quelli i cui vaccini non sono riconosciuti dall’Ema. Con le attuali regole rischiamo la cancellazione di tutti i grandi eventi internazionali, con danni enormi nei confronti dei player fieristici e soprattutto delle imprese del made in Italy”.

Attualmente, il calendario delle diverse manifestazione prevede solo spostamenti di date e non cancellazioni, come invece successo negli ultimi due anni. Così, Beer&Food Attraction e BBTech Expo sono state spostate da febbraio al 27-30 marzo (sempre a Rimini), Vinitaly si svolgerà a Verona dal 10 al 13 aprile, Cibus a Parma dal 3 al 6 maggio mentre il Macfrut è in calendario a Rimini il dal 4 al 6 maggio. 

Debutterà invece a BolognaFiere la prima edizione di Sana Slow Wine Fair, con le tre giornate dedicate ai professionisti del settore, da domenica 27 a martedì 29 marzo. Slittamento anche per il Sigep – The Dolce World Expo, inizialmente previsto in fiera a Rimini dal 22 al 26 gennaio, e spostato dal 12 al 16 marzo.

Importanti rassegne – ha aggiunto Danese – sono momentaneamente costrette a rinunciare alla presenza di molti operatori provenienti in particolare da Cina, Russia, Corea, Giappone, Medio Oriente e tanti altri mercati considerati emergenti per il nostro made in Italy; un danno per il business dell’offerta italiana che chiediamo venga risolto il prima possibile. Quasi tutte le fiere internazionali del primo bimestre di quest’anno hanno già dovuto rinviare a primavera, ma rischiano di saltare definitivamente se non si troverà una soluzione a questo gap normativo che ha pesato non poco nella scelta dei top player di posticipare le grandi rassegne”.

Adesso, chi non è in possesso di una vaccinazione riconosciuta dall’Agenzia Europea del Farmaco, deve sottoporsi a giorni di quarantena e/o vaccinazioni suppletive con vaccini approvati da Ema.