Un caffè con Philippe Léveillé: dobbiamo regalare emozioni

    libro“Quando cucino non voglio sorprendere nessuno. L’unica cosa che mi interessa è che il mio piatto sia buono”. Chi parla è Philippe Léveillé, patron del Miramonti l’altro 2 stelle Michelin a Concesio (Brescia) e de L’altro a Hong Kong 1 stella Michelin, chef bretone italiano d’adozione noto per la sua capacità di mixare al meglio le tecniche della cucina francese con i piatti della nostra tradizione. Ex protagonista di The Chef – Talento e passione in cucina, il programma di cucina condotto da Rossella Brescia, giudice ospite di MasterChef, da poco insieme a Ciccio Sultano è entrato nel cast del docu-reality di Rai 2 Pechino Express, in onda il lunedì in prima serata. E dal 23 settembre sarà in libreria con La mia vita al burro, primo titolo di una nuova collana enogastronomica edita da Giunti, Romanzi culinari. Che MixerPlanet ha letto in anteprima. Ecco qualche anticipazione.

    Philippe Léveillé 2Che cosa hai provato quando ti hanno proposto di scrivere questo libro?
    Un sentimento a metà tra orgoglio, sorpresa e paura.  Scriverlo mi ha sottoposto a una raffica continua di emozioni. Ora che è finito, però, posso dire che è motivo di immensa gratificazione.

    Il principio più importante del mestiere di cuoco?
    Se fai il cuoco, non smetti mai di farlo.

    Qual è la mission dello chef?
    Regalare emozioni.

    Che cosa pensi della rivisitazione in chiave moderna di ricette classiche?
    La prima considerazione è molto semplice: per potersi permettere di rivisitare un piatto celebre bisogna conoscere alla perfezione l’originale. Determinati piatti non possono essere riveduti: il rispetto verso una grande ricetta non tua deve essere sacro.

    Philippe LéveilléIn questo libro ci sono poche ricette…
    Pochissime: solo una a ogni inizio capitolo, in risonanza con la vicenda umana raccontata.

    I tuoi colleghi di riferimento?
    Fulvio Pierangelini, ruvido di carattere e gentile d’animo. Davide Scabin, un pazzo scatenato, mio amico da 15 anni. E ancora: Mauro Uliassi, che non invidio solo perché non conosco questo sentimento. Senza dimenticare Antonio e Nadia Santini.