Un caffè con… Chef Rubio: «La cucina mediterranea unisce»

chef rubio © GIULIO DI MAURO

Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, è arrivato al successo con la trasmissione Unti e Bisunti, in onda per la seconda stagione ad aprile su DMAX (canale 52 del digitale terrestre). Da poco è in libreria con La Nuova Dieta Mediterranea con 40 ricette tradizionali rivisitate (Gribaudo), scritto con la ricercatrice esperta in nutrizione Stefania Ruggeri e arricchito dalla prefazione di Jeremiah Stamler, Professore di Medicina Preventiva dell’Università di Chicago e dalle foto di Giulio Di Mauro. Chef freelance ed ex rugbista,  attualmente è in tv su DMAX con Rugby Social Club, programmazione speciale del 6 Nazioni: nelle partite in casa dell’Italia contro la Scozia (22 febbraio) e l’Inghilterra (15 marzo) sarà all’Olimpico di Roma per raccontare il calore che ruota intorno agli eventi sportivi, organizzando speciali pic-nic con i tifosi. Nei tre match azzurri fuori casa, commenterà in studio le gare con gli altri protagonisti. La sua prossima sfida? Diventare anche protagonista di un fumetto Chef Rubio: food fighter, una spy story di Diego Cajelli e Enza Fontana in arrivo in edicola e in fumetteria il 10 aprile (Star Comics).

Gabriele, che cos’è per te la cucina mediterranea?
«Un mix di semplicità, colori e profumi. È una cucina che, come quella orientale, non confonde il palato: arriva dritta al punto, senza fronzoli o artifizi. Coraggiosa,  è una cucina che non ha bisogno di nascondersi dietro troppi grassi o salse. Una cucina che fa innamorare e che, proponendo in maniera implicita la convivialità, unisce».

I tuoi tre piatti mediterranei preferiti?
«Pasta al pomodoro e basilico; insalata greca di pomodori con cetrioli, olive e feta e pizza napoletana».

Se dico bar….?
«Penso a un luogo di relax e di incontro. Non ho l’abitudine di bere l’aperitivo fuori casa, ma ogni tanto frequento il bar dopo cena per fare due chiacchiere con gli amici».

Un consiglio per i gestori di bar e ristoranti?
«Non seguite le mode: sono passeggere e futili. Meglio crearsi un’identità forte e autentica».

Dove porteresti a cena un amico straniero?
«A Roma al Marzapane dolce&cucina, in via Velletri 39. È un locale innovativo e polifunzionale: il bancone ospita dolci monoporzione, per pranzo ci sono crêpe, sandwich, panini e insalate e all’ora di cena diventa un ristorante con un menu originale e accattivante. A Milano, andrei all’Erba Brusca. È sorto sulle ceneri di un vecchio e glorioso locale milanese, l’Osteria del Tubetto, che Alice Delcourt insieme a Cesare Battisti e a Danilo Ingannamorte del Ristorante Ratanà hanno deciso di recuperare. Al confine tra campagna e città, dove una volta nei campi c’erano le marcite e l’acetosella -ovvero l’erba brusca- il ristorante si propone come anello di ricongiunzione con la dimensione rurale».

 

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