Territori Aperti: le ragioni di un successo

Di Francesco Musolino- Addetto stampa e Responsabile della Comunicazione della Confcommercio di Messina

Rilanciare il territorio, creare destinazione e puntare sulla qualità. Questi i concetti fondanti dell’iniziativa denominata Territori Aperti, realizzata con successo dalla Confcommercio Messina, in collaborazione con il Comune di Messina e premiata da oltre 200 mila presenze. “L’idea fondativa – afferma Carmelo Picciotto, presidente provinciale di ConfCommercio Messina – è l’aver voluto considerare il commercio non soltanto come un’attività legata al profitto, viceversa riconoscendone l’essenza, valorizzandolo a tutti gli effetti come una maglia della trama della nostra società”. Territori Aperti è stato un evento largamente premiato dall’intera provincia messinese, un successo ribadito dai media, “teso a creare destinazione, valorizzando il territorio e le piccole e medie imprese, spesso penalizzati da miopi logiche burocratiche – prosegue Picciotto, coordinatore FIPE per la provincia di Messina – che ne hanno messo a repentaglio le attività”. In questo spirito, nell’ambito della suddetta iniziativa, sono state ideate due tensostrutture – sottraendo spazio al commercio tout court – al fine di ospitare i migliori rappresentanti della società civile in seno alla comunità, coordinati dall’attività della dott.ssa Sabrina Assenzio, responsabile culturale Confcommercio Messina.

“Una tensostruttura attrezzata ha accolto professionisti e istituzioni, fra cui l’Università degli Studi di Messina e la diocesi, con l’intento di voler donare un progetto alla città di Messina, volto a promuovere associazioni culturali con laboratori per i bambini, attività rivolte alle famiglie e a soggetti diversamente abili; progetti per dare rilievo alle proposte dei millennials nonché incentivare attivamente l’incontro fra la domanda e l’offerta di lavoro, diffondendo i valori della legalità e sponsorizzando i numerosi vantaggi di un sano stile di vita. Le attività commerciali hanno così potuto trarre giovamento dall’inserimento in un contesto solido e con un impatto sociale forte ma d’altro canto, le associazioni hanno amplificato la loro visibilità, generando nuovi progetti per poter fare rete sul territorio e amplificare la portata dei propri messaggi civili”.

In tale occasione la generosità degli sponsor ha permesso che sorgesse Il laboratorio artigianale del gusto “e – prosegue Picciotto – diamo merito alla volontà dell’imprenditore Francesco Fabiano, il quale oltre ad aver messo a disposizione le proprie attrezzature, ha partecipato attivamente al progetto condividendo anche la propria cultura imprenditoriale e la conoscenza delle maestranze sul territorio, facendo in modo che ciascuno fosse messo in condizione di sviluppare creatività e nuove collaborazioni, mettendo a frutto le diverse competenze professionali”.

In una seconda tensostruttura con quaranta posti a sedere, è sorto un elegante ristorante in piazza che ha visto avvicendarsi i migliori chef e pasticceri, alle prese con le primizie della provincia messinese, un carnet di cibi e vini che rappresenta l’eccellenza sul territorio, vero e proprio manifesto all’insegna della qualità del prodotto doc. “Ma oltre a premiare il gusto e il palato – continua Picciotto – questo luogo si è rivelato un’agorà di idee, vero laboratorio di democrazia partecipata per la città di Messina, ospitando ogni sera un tema e un approfondimento diverso, spaziando dalla cultura alla politica, dal lavoro all’importanza del turismo, dal valore dell’ambiente, alla ricaduta economica dell’arte sulla nostra economia, la tutela della disabilità e il principio cardine della territorialità. In tal modo dal confronto e dal vivo dibattito sono state raccolte un ventaglio di proposte come in un sistema di vasi comunicanti tra eccellenze. L’evento in piazza ha ospitato la provincia con gli esponenti dell’artigianalità, prodotti tipici ed esponenti politici, mettendo in vetrina tanto la visione che la progettualità, superando il concetto economico capitalista, ormai evoluto in economia civile fondata sulla reciprocità tra competenze di qualità nell’orbita di in un dialogo inclusivo e intergenerazionale con le diverse realtà della società civile, permettendo lo sviluppo di numerosi progetti di specchiato valore economico e culturale. C’è stata anche grande attenzione anche all’aspetto ludico per i più piccoli grazie alle tante attrazioni in piazza – fra cui la Ruota Panoramica – e offrendo la possibilità di degustazioni a cielo aperto, con un vero e proprio percorso costruendo un percorso aperto a tutti in un villaggio del gusto di prodotti tipici di pasticceria ed enogastronomia, vere e proprie primizie sotto tutela del territorio”.

“Alla luce dei fatti, è palese – conclude Carmelo Picciotto – l’ingente peso che possono esercitare i corpi intermedi fra i quali spiccano FIPE e ConfCommercio, veri e propri punti di raccordo fra le esigenze dell’imprenditoria, la società civile e lo Stato, pungolo agli ingranaggi produttivi con funzione di raccordo fra gli enti. L’attività dei corpi intermedi dev’essere proprio quella di creare destinazione, spronando la polarità commerciale e incentivando la nascita di patti territoriali ovvero la creazione di accordi quadro che possano premiare le eccellenze sul territorio, ribadendo il concetto di prossimità e fiducia fra i consumatori e le attività commerciali. L’iniziativa dei Territori Aperti è stata propedeutica per una futura raccolta firme tesa a presentare istanza al ministero dello sviluppo economico – attraverso l’ufficio della legalità di ConfCommercio, mediante la presidente Anna Lapini e il vice presidente Giovanni Gravante – l’istanza per ottenere la Dop per il cannolo messinese e l’arancino messinese”.