Start-up 2019, aiuti diversificati

Occorre distinguere se la partita Iva è stata aperta nel 2019 oppure se si è avviata l’attività nel 2019 di una partita Iva aperta formalmente l’anno precedente.  

Il tema degli aiuti alle start-up continuerà a restare all’attenzione del governo anche dopo la conversione in legge del decreto Sostegni. Lo ha fatto intendere Maria Cecilia Guerra, sottosegretario al Mef, durante il question time in Commissione finanze alla Camera. 

Già nel decreto legge di marzo il contributo a fondo perduto era riconosciuto a quelle start-up che hanno attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2019 anche in assenza del requisito del calo di fatturato di almeno il 30%. 

Costoro per il calcolo del contributo a fondo perduto tengono conto dei mesi successivi a quello di attivazione della partita Iva e l’importo non viene rapportarlo all’intero anno 2019. Questo è stato sostanzialmente ribadito nel question time. 

Inoltre in sede di conversione in legge è stato inserito il comma 1-ter che prevede un contributo anche per le partite Iva attivate nel 2018 (fa fede la data presente nel Registro delle imprese) ma che hanno avviato l’attività soltanto dal 2019. A costoro, che non hanno diritto al contributo ai sensi dell’art.1, spetta comunque per il 2021 un contributo nella misura massima di 1.000 euro.