Sostegni, cronoprogramma dei contributi a fondo perduto 

2 miliardi di euro, avanzati dalla prima tornata andranno a integrare il fondo per il contributo a fondo perduto a conguaglio. 

Dal prossimo 16 giugno si aprirà la finestra per l’erogazione dei contributi a fondo perduto automatici, previsti dal decreto Sostegni bis, sostanziale fotocopia degli importi ottenuti con il decreto di marzo. Una settimana dopo, il 23 giugno, sarà la volta delle domande per i contributi che tengono conto della rimodulazione dei cali di fatturato per il periodo di tempo che include il primo trimestre 2021, i cui pagamenti dovrebbero partire da luglio. Le date sono state fornite dal ministro dell’economia Daniele Franco nel corso dell’audizione alla Camera del 7 giugno. 

Inoltre c’è una buona notizia per coloro che intendono avvalersi del contributo a conguaglio, riferito ai dati di bilancio consuntivi 2020. Sono infatti avanzati 2 miliardi di euro dallo stanziamento per il primo decreto Sostegni che andranno a incrementare il fondo istituito per la copertura dei contributi a fondo perduto a conguaglio.

Lo stesso è presumibile ipotizzare nel caso dovessero avanzare risorse dei 17 miliardi stanziati per i contributi a fondo perduto con il Sostegni bis. In particolare il monitoraggio effettuato dall’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che le domande pervenute sono state di poco inferiori ai 2 milioni, più di un milione in meno rispetto alle stime. Il ministro ha fatto intendere comunque che tutte le risorse non utilizzate saranno veicolate verso altri contributi a fondo perduto oppure consentiranno di ampliare la platea dei beneficiari, per esempio alzando l’asticella da 10 a 15 milioni di fatturato. 

Il dl Sostegni bis, oltre ai 17 miliardi per i contributi a fondo perduto ha stanziato anche 9 miliardi per favorire l’accesso al credito e alla liquidità delle imprese, 3 miliardi per il comparto sanitario, quasi 5 miliardi per fasce di popolazione in difficoltà, circa 1,5 miliardi per gli enti territoriali, 1,5 miliardi per scuola, giovani e ricerca, e altri 2,6 miliardi per settori specifici come quelli turistico, culturale, trasporti e agricolo, per un totale complessivo di 40 miliardi di euro.