Ristoranti al chiuso: sarà green pass? Si aspetta il parere del Cts

In attesa della convocazione del Comitato tecnico scientifico e della cabina di regia, l’estensione del green pass a specifiche attività (come i ristoranti al chiuso), alimenta forti polemiche. In Europa, intanto, cresce l’attenzione e si inaspriscono le misure anti contagio.

 

E mentre il ministro Speranza – ottimista in merito all’andamento della campagna vaccinale (su cui si deve però sempre tenere alta l’attenzione) – rassicura che per il cambio di colore diventerà prevalente il tasso di ospedalizzazione rispetto ad altri parametri, il Cts si riunirà presto per poi ritrovarsi in cabina di regia con il premier.

Oggetto degli incontri, la vexata quaestio del green pass che, allo stato attuale dell’andamento dei contagi da variante Delta, dall’inizio di agosto dovrebbe essere modificato.

Tra i ritocchi in pole position c’è l’emissione del certificato dopo il completamento del ciclo vaccinale (quindi dopo l’inoculazione della seconda dose per tutti i vaccini bifasici).

Altro tema caldo sul tappeto è l’ampliamento delle attività/servizi per cui l’esibizione del green pass dovrebbe diventare obbligatoria.

Se pare scontata (e poco contrastata) l’estensione a stadi, piscine, palestre, concerti e attività collettive, molto più duro è lo scoglio dei ristoranti al chiuso.

La politica infatti è fortemente divisa sulla questione tra chi ritiene una forzatura anticostituzionale l’estensione del green pass e chi invece un’opportunità per proseguire nella campagna vaccinale.

In questa ricerca di maggior rigore, l’Italia non è comunque isolata. Se infatti il Regno Unito si distingue per l’anti-trend (da oggi infatti oltre Manica scatta una sorta di liberi tutti), nel resto d’Europa si pigia invece sul freno.

Oltre alla Francia dove il green pass è stato esteso (per motivi elettorali sussurra qualcuno) su mezzi di trasporto, bar e ristoranti, una stretta c’è stata anche, per esempio, in due capitali della movida come Barcellona e Mykons, con il ripristino del coprifuoco. Ma anche in tutta la Grecia dove (fino alla fine di agosto) solo le persone vaccinate potranno entrare in luoghi chiusi come centri di intrattenimento, bar, cinema e teatri. E neppure la Slovenia, che apre solo a chi sia munito di certificato, è da meno.

Una situazione sempre più generalizzata dunque, che non può meravigliare visti i focolai che si scoprono quotidianamente e che hanno interessato anche il nostro paese come i ragazzi bloccati a Malti o i borsisti Inps ‘fermati’ negli Emirati perché positivi.