Green pass anche al bar e al ristorante? Ed è bagarre

Green pass come passepartout d’accesso anche nei bar o nei ristoranti? Il commissario all’emergenza Figliuolo non sembra scartare l’ipotesi, condividendo la scelta già fatta in Francia. Gli oppositori sul piede di guerra.

 

E mentre i casi di Covid 19, innescati dalla variante Delta, aumentano vistosamente, in ordine sparso i Paesi europei prendono le loro contromisure.

In Spagna, per esempio, dove i vaccinati tra la popolazione under 30 sono attualmente pochissimi (1 su 10), si inaspriscono le misure per i locali senza spazi all’aperto, e vengono richiesti test all’ingresso, al punto che alcuni esercenti si stanno attrezzando per fornire un pacchetto ‘all inclusive’: 20 euro per un free drink + tampone.

Passaporto richiesto anche in Grecia a chi voglia entrare al bar o al ristorante. Mentre in Germania gli esercenti hanno ancora facoltà di scegliere se chiederlo o meno.

Rinnovato rigore anche per la Francia, che solo qualche giorno fa ha aperto (previa esibizione del green pass) le discoteche.

Oltralpe, infatti il presidente Macron ha annunciato, entro il 15 settembre, l’obbligo di vaccino per i lavoratori nella sanità (o a contatto con persone fragili) e da agosto, con apposita legge, la prescrizione di esibire il green pass anche per usufruire di treni e arei e per frequentare i pubblici esercizi: non solo discoteche – dunque – ma anche bar e ristoranti.

E in Italia?

Attualmente nel nostro Paese vigono le regole inziali e il green pass viene emesso già dopo 15 giorni dalla prima dose. Tuttavia, c’è aria di cambiamento, anche perché la risalita dei contagi non può lasciare indifferenti (al punto da ipotizzare come imminente il ritorno in giallo per 4 regioni: Marche, Abruzzo, Sicilia e Campania).

Così potrebbe esserci un ritocco sull’emissione del green pass, con adeguamento agli standard europei, ovvero emissione alla fine del ciclo vaccinale.

Quanto all’estensione del green pass ad altre occasioni attualmente non previste (praticamente sul modello dei cugini francesi) è lo stesso generale Figliuolo, commissario all’emergenza, a dirsi favorevole. Per lui prevederne l’utilizzo per recarsi in bar e ristoranti, potrebbe infatti essere uno strumento per convincere anche i più riluttanti a farsi vaccinare.

Naturalmente le polemiche sono già in agguato dietro l’angolo.

E mentre, infatti, Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia afferma che un green pass esteso anche a locali e trasporti  potrebbe tutelare di più e scongiurare una ripresa a singhiozzo, tempestata da temibili stop and go, Giorgia Meloni è di tutt’altro parere.

La presidente di FdI, ritiene infatti “raggelante” proporre il green pass per la socialità.

Posizioni contrastanti anche nelle Regioni. Se De Luca, dalla Campania fa sapere di essere un antesignano di questa idea, più cauto si mostra invece il Governatore della Lombardia.

Netta fin da subito, invece la posizione di Fipe-Confcommercio pronta a bocciare l’idea che – con questa formulazione – risulterebbe discriminatoria.