Riscossione di cartelle e pignoramenti: si riparte a settembre 

Previsto un graduale ritorno alla normalità per tutte le attività di riscossione dell’Agenzia delle Entrate. 

 

La macchina della riscossione fiscale è pronta a tornare alla normalità dal 1° settembre.

Scade infatti il prossimo 31 agosto l’ultima proroga concessa da Decreto Sostegni bis (Dl 73/2021), con cui sono stati sospesi i pagamenti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Provvedimento che, lo ricordiamo, ha avuto origine con il Dl 18/2000 (Cura Italia) come prima risposta urgente alla crisi Covid.  

Al momento non si ravvisano le intenzioni da parte del governo di una ulteriore proroga, anche se un tentativo in questa direzione da parte di Matteo Salvini e della Lega c’è stato. 

Per tornare alla vera normalità occorrerà però smaltire l’arretrato: si stima infatti che ci siano circa 60 milioni di atti sospesi, tra cartelle, pignoramenti e ganasce fiscali. Data la mole e secondo un previsto piano di smaltimento, la notifica avverrà gradualmente, per evitare un ingorgo difficilmente gestibile, dando la priorità agli atti più prossimi alla scadenza. 

Riprendono anche tutte le operazioni collaterali, come per esempio il recupero coattivo. A cominciare da coloro che all’8 marzo 2020 avevano debiti con l’erario già completamente scaduti. Chi invece aveva dilazioni in essere ha tempo fino alla fine di settembre per versare le rate sospese e poter così conservare l’eventuale ulteriore dilazione. Riprendono anche le trattenute delle quote sugli stipendi originati da pignoramenti pressi terzi ed effettuate da parte del sostituto d’imposta e le verifiche delle pubbliche amministrazioni sui pagamenti che eccedono la soglia dei 5 mila euro.