Quando l’insegna è esente da imposta. Una sentenza esemplare

La Commissione tributaria provinciale di Brescia ha accolto le ragioni di una società per azioni riconoscendo il diritto all’esenzione. 

 

L’insegna di un’attività che si limita a indicare il tipo di servizio e il luogo in cui essa è svolta, e che soprattutto rientri nei limiti dimensionali previsti dalla legge è esentata dall’imposta sulla pubblicità. 

È questa la ratio della sentenza n. 302/2020 emessa dalla Commissione tributaria provinciale di Brescia che ha accolto le ragioni di una società che, raggiunta da un avviso di accertamento, si era opposta sostenendo invece che sussistessero i requisiti per accedere all’esenzione prevista dall’art. 17 comma 1 bis del decreto legislativo n. 507/1993. 

La Commissione nella motivazione si è rifatta a quanto stabilito dalla Cassazione (ex multis Cass. n. 5337/2013) che aveva ribadito come vadano esentate le insegne di attività commerciali che rientrano in una superficie complessiva nei 5 metri quadrati, e che, inoltre, installate nei pressi della sede dell’attività, si limitino a indicarne il luogo di svolgimento.