Prosek croato, la Commissione europea dice il primo sì

L’Esecutivo EU accoglie la richiesta croata di denominazione per il Prosek: l’Italia insorge in difesa del Prosecco.

Champanillo bocciato, Prosek promosso? Ovvero: champagne francese tutelato, prosecco italiano no?

La paura è che le cose vadano proprio così, dal momento che (ed è questa la notizia) la Commissione europea ha accolto (con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue) la domanda di registrazione della menzione tradizionale Prosek da parte delle autorità croate.

Il rischio? Che i consumatori facciano confusione e che una tipicità come il Prosecco venga danneggiata.

E davanti a questa minaccia, in Italia esplode il malcontento generalizzato.

Toni tesi dall’eurodeputata della Lega Mara Bizzotto, che in una nota dichiara: “Di fronte a questa folle decisione della Ue siamo pronti alle barricate per difendere in ogni modo e in ogni sede il Prosecco Made in Italy perché deve essere chiaro a tutti che l’unico vero prosecco è quello prodotto nelle nostre terre”. Bizzotto conclude poi promettendo che nei prossimi 60 giorni (cioè il termine per presentare ricorsi), la Lega e tutto il territorio combatteranno “una battaglia campale per difendere la tipicità e la qualità del nostro Prosecco e il lavoro di migliaia di aziende”.

Dura protesta anche dal Mipaaf con le parole del sottosegretario Gian Marco Centinaio: “Nei confronti di uno dei prodotti simbolo del nostro Made in Italy, da Bruxelles arriva una decisione gravissima e con cui di fatto l’Europa smentisce se stessa”.

“Solo pochi giorni fa – sottolinea Centinaio – la Corte di giustizia europea era stata molto chiara intervenendo sulla querelle fra Francia e Spagna sul caso Champanillo. Per i giudici, il regolamento Ue protegge le Dop da condotte relative sia a prodotti che a servizi e può sussistere evocazione di una IGP o di una Dop qualora, trattandosi di prodotti di apparenza analoga, vi sia un’affinità fonetica e visiva tra l’Igp o la Dop e il segno contestato. Ci sembra sia proprio il caso del Prosecco e del Prošek”.

Indignato anche Luca Zaia: “Di questa Europa – commenta amaro il governatore del Veneto – non sappiamo cosa farcene. Un’Europa che non difende l’identità dei suoi territori, un’Europa che dovrebbe conoscere la storia del prosecco”.

Infine Stefano Zanette, presidente del Consorzio Prosecco Doc avverte: “La faccenda non è affatto conclusa: da quando l’istanza giunta dal Prosek verrà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea avremo 60 giorni per presentare le nostre osservazioni”.