Prosek croato: made in Italy di nuovo a rischio?

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Se ottenesse l’ok alla registrazione, il Prosek croato potrebbe insidiare il nostro Prosecco. Insorge il Veneto, lancia l’allarme Coldiretti, si mobilità Paolo De Castro. Come si difenderà il made in Italy?

 

Un nemico si aggira tra i vitigni: è il Prosek croato, che rischia di insediare pericolosamente il Prosecco italiano. Nei giorni scorsi, infatti, la Croazia ha presentato alla Commissione EU la richiesta di registrazione del nome Prosek.

Come ricorda il Sole24ore, ci troviamo di fronte ad un caso simile a quello del Tocai: allora il vino italiano ebbe la peggio su quello ungherese (che aveva dalla sua l’appiglio della denominazione geografica) e dovette rinunciare alla denominazione.

In questo caso i ruoli sembrerebbero invertiti, ricorda ancora il quotidiano economico, visto che con la revisione dei disciplinari del 2009 fu introdotto nell’area Doc anche il paesino di Prosecco in provincia di Trieste e quindi la denominazione è anche un nome geografico.

Prosek, aspre le reazioni

Insorge infatti Coldiretti per cui si tratta di un grave “attacco al Made in Italy e al prosecco nazionale che è il vino più esportato nel mondo (nel primo trimestre del 2021 l’export è cresciuto a volume dell’8%) ma anche il più imitato”.

Non c’è dunque da meravigliarsi -aggiunge infatti l’associazione – se negli anni è stato variamente emulato da numerosi falsari in tutti i continenti: dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, per arrivare al Whitesecco e al Crisecco.

Passa al contrattacco anche  Paolo De Castro, coordinatore del Gruppo S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo, che  – in una lettera inviata al commissario all’Agricoltura Ue, Janusz Wojciechowski – definisce intollerabile che “la denominazione protetta ‘Prosecco’, una delle più emblematiche a livello Ue, diventi oggetto di imitazioni e abusi, in particolare nell’Unione europea”.

Per questo De Castro ha chiesto al commissario Wojciechowski l’impegno a non pubblicare in Gazzetta ufficiale Ue la domanda di protezione della menzione tradizionale ‘Prosek’. Il timore è infatti che altrimenti possa passare il messaggio che la protezione di Dop e Igp nell’Ue può essere facilmente aggirata.  E questo indebolirebbe la posizione dell’Ue nel quadro di negoziati commerciali con Paesi terzi.