attualità
02 Gennaio 2026
La notizia ha riempito le prime pagine di tutti i giornali e sul web ha fatto il giro del mondo, sottolineando una volta di più come il divertimento nei locali (notturni e non) debba sempre andare di passo con il rispetto delle norme di sicurezza. Secondo le ultime ricostruzioni dell'accaduto fornite dalle autorità svizzere, il rogo che ha fatto decine di vittime e oltre cento feriti distruggendo il Le Constellation di Crans Montana, è stato sì un incidente, ma frutto di una situazione a dir poco fuori controllo da parte dei gestori del disco-bar.
Come riporta corriere.it, tutto sarebbe partito da una «fontanella», una specie di candela scintillante sistemata sopra le bottiglie di champagne (alcuni testimoni parlano addirittura di una persona sulle spalle dell’altra — camerieri o ragazzi — tenendo così ancora più in alto la bottiglia, ndr), le cui scintille avrebbero incendiato il tetto del seminterrato dove si svolgevano i festeggiamenti, provocando un «flashover» con il fuoco capace di propagarsi in brevissimo tempo dando origine a una o più esplosioni.. A peggiorare le cose, con la sala invasa da fiamme e fumo, sarebbe arrivato l'ossigeno proveniente dalle finestre spaccate nel tentativo disperato di creare una via d'uscita diversa dall'unica scala esistente nel locale.
SILB-FIPE: regole severe, controlli costanti e cultura della prevenzione
Di fronte a un bilancio che attualmente parla di una quarantina di morti e 119 feriti, la procura elvetica ha intanto indagato i proprietari del locale, accusati di omicidio colposo per negligenza, lesioni corporali per negligenza e incendio per negligenza in attesa di stabilire se l’incendio potesse essere evitato. Per questo motivo, si è incominciato ad indagare sul rispetto delle norme anti-incendio, su quale sia stata la natura dei lavori fatti in passato all'interno del disco-bar (quando i due titolri, Jessica e Jacques Moretti, lo rilevarono, il Constellation era un edificio fatiscente che, ristrutturato, era divenuto uno dei locali di tendenza di Crans-Montana, ndr) e quante fossero le persone effettivamente presenti al momento dell'incendio.
A questo proposito, SILB-FIPE ha espresso profondo cordoglio e vicinanza alle vittime e alle loro famiglie per la tragedia. Una tragedia, sottolinea una nota, che riporta con forza al centro del dibattito il tema della sicurezza nei luoghi dell’intrattenimento, che non può né deve essere svolto in luoghi improvvisati ma essere permesso solo in locali gestiti da professionisti in grado di garantire la totale incolumità dei clienti. Una catastrofe che deve rappresentare un monito anche per il nostro Paese: episodi simili possono verificarsi ovunque, anche in Italia, qualora eventi affollati vengano organizzati in spazi non idonei o privi dei requisiti di sicurezza previsti dalla legge.
«Di fronte a eventi così drammatici il primo pensiero va alle vittime e ai loro familiari Tragedie come questa impongono a noi operatori e ai soggetti istituzionali preposti ai controlli ad impegnarsi ancora di più nella prevenzione e nella cultura della sicurezza, ma è fondamentale ribadire che i locali da ballo italiani operano nel rispetto di normative tra le più rigorose d’Europa», ha detto il presidente di SILB-FIPE, Maurizio Pasca che aveva recentemente ribadito anche in un'intervista a Mixerplanet l'importanza dei princìpi della sicurezza e della legalità per il settore delle discoteche. Un impegno che va di pari passo con il contrasto all’organizzazione di eventi in locali non idonei e continuando a lavorare a fianco delle istituzioni affinché i luoghi dell’intrattenimento restino spazi di socialità, divertimento e tutela delle persone.
Ed ha aggiunto: «Diversamente da quanto si apprende dagli organi di stampa, la tragedia avvenuta in un locale pubblico in cui sono venute meno regole sulla sicurezza che nei nostri locali sono presenti, certificate. I nostri locali devono seguire regole severe, controlli costanti e di una cultura della prevenzione costruita negli anni». I locali di intrattenimento italiani sono infatti soggetti a un articolato sistema di norme e verifiche: capienze rigidamente definite, vie di fuga obbligatorie e segnalate, materiali e pareti ignifughe, impianti certificati e controlli periodici da parte delle autorità competenti. «Il personale - prosegue Pasca - è formato attraverso esercitazioni programmate, corsi di aggiornamento e procedure operative codificate per la gestione delle emergenze. Gli staff sono preparati a intervenire tempestivamente e collaborano costantemente con le istituzioni. La sicurezza è un pilastro imprescindibile della nostra attività».
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