bevande
15 Maggio 2020
Già nel marzo scorso, all’inizio della diffusione del oronavirus, l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha stabilito che l’acqua di rubinetto è sicura anche in questo periodo di emergenza sanitaria.
La notizia, riportata sul sito dell’Iss è confermata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organisation), che afferma che l’acqua filtrata correttamente è ancor più sicura: ai controlli effettuati da comuni e gestori degli acquedotti, che garantiscono la qualità dell’acqua potabile, si aggiunge infatti la purificazione e sanitizzazione dell’acqua da bere nel punto di distribuzione, possibile grazie ai macchinari dei refrigeratori.
Il Who riporta che il trattamento dell'acqua nel punto di distribuzione è una buona prassi per garantirne la sicurezza e che diverse tipologie di filtri sono efficaci nella rimozione o distruzione dei virus.
Alla riapertura, per limitare al minimo il rischio di diffusione del virus, oltre al distanziamento sociale, bar e ristoranti dovranno rispettare obbligatoriamente le specifiche norme igieniche previste dal Piano di Autocontrollo e Haccp già normalmente applicate: stoviglie, caraffe, bottiglie, utensili e recipienti vari, dovranno essere lavati e sanificati dopo ogni loro utilizzo, così come succedeva prima dell’arrivo del Covid. Lo ribadisce un documento tecnico redatto dall’Inail in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, che prescrive che al termine di ogni servizio al tavolo siano attuate tutte le consuete misure di igienizzazione che riguardano materiali e superfici, evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati (saliere, oliere, acetiere ecc.).
“L’acqua alla spina è a filiera totalmente controllata: al costante e continuo controllo negli acquedotti, segue quello nel punto di erogazione, dove macchine ben manutenute offrono importanti garanzie aggiuntive, e le buone prassi igieniche seguite dai gestori rappresentano la chiusura del cerchio”, afferma Marzia Mariotti, Presidente di Watercoolers Italia. “Mi fa piacere affermare che, grazie all’impegno dei gestori che seguono le prescrizioni dell’Inail, in gran parte già contemplate come normali buone prassi nei suggerimenti della nostra Associazione, bar e ristoranti possono garantire un’acqua da bere di qualità eccellente, contribuendo al contempo a ridurre il consumo di plastica e vetro e l’inquinamento dovuto ai trasporti, con grande beneficio dell’ambiente: un’acqua due volte buona”.
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