Pos, la posizione di Fipe: stop all’obbligo per i micropagamenti

Dopo i tabaccai sarà la volta anche dei bar? Se dal 30 giugno scorso negozianti, artigiani e studi professionali che non permettono ai clienti i pagamenti tramite Pos possono essere multati nel caso rifiutino il pagamento elettronico, da qualche giorno dalla misura sono esentati i tabaccai che vendono sigarette e valori bollati.

I tabaccai saranno esentati dall’obbligo di accettare pagamenti con carta di credito per la vendita di generi di monopolio, valori postali e bollati“, ha annunciato infatti il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, dopo aver firmato il 24 ottobre scorso una risoluzione in tal senso.

La posizione di Fipe

Secondo i dati di Confcommercio oggi in Italia il numero di transazioni con carte di debito, di credito e prepagate ha registrato, nell’ultimo quinquennio, una crescita del 120%, con oltre 4 milioni i Pos installati e attivi presso le attività commerciali e di servizi.  Proprio per questo motivo, Fipe invoco lo stop alle transazioni digitali per pagamenti minimi, in cui – recita una nota – il costo della transazione si mangia tutto il margine è una forzatura che non ha giustificazione né sul piano economico né su quello sociale.

Obbligare un esercente a dover incassare i 90 centesimi o l’euro di un caffè con la carta di credito vuol dire costringerlo a lavorare in perdita senza considerare poi anche gli effetti di qualche disfunzione sul piano organizzativo. Occorre ripensare gli interventi adottati fino a questo momento ed eliminare l’obbligo per i micropagamenti”, dice a questo proposito Aldo Cursano, vicepresidente della Federazione italiana dei Pubblici Esercizi. “I casi sono due – aggiunge Cursano – o si cancella l’obbligatorietà per gli esercenti di accettare bancomat e carte di credito per i pagamenti di piccolo importo oppure si azzerano le commissioni fino ad almeno 25 euro. Non si possono obbligare le imprese a lavorare in perdita”.

Pos obbligatorio, le sanzioni

La Guardia di Finanza ha emesso due note con le istruzioni ai reparti territoriali che chiariscono i dubbi sulle modalità e i tempi in cui saranno applicati i provvedimenti a chi non rispetta le regole sull’obbligo del Pos. L’accertamento da parte delle autorità può scattare solo a seguito della denuncia del soggetto al quale è stato rifiutato il pagamento con carta. In questo caso la legge prevede una doppia penalità:

  • 30 euro in misura fissa;
  • 4% del valore della transizione negata.

La sanzione però può scattare solo nel momento in cui al consumatore viene negato il pagamento elettronico con carta di credito o bancomat. Se il cliente invece non ne fa richiesta, non ci sono le condizioni necessarie per infliggere la multa, anche nei casi in cui l’esercente risulta sprovvisto di Pos. Inoltre, il titolare dell’attività è sanzionabile solo se rifiuta i pagamenti con le carte, ma nel caso invece di altre forme di pagamento non tracciabili, come ad esempio i bonifici, l’esercente può tranquillamente decidere in autonomia di non accettarli. 

Anche per i casi di malfunzionamento del Pos, per mancanza di linea o quando si presentano “comprovati problemi di malfunzionamenti tecnici dei dispositivi” non sono previste sanzioni. Saranno poi i finanzieri stessi o gli ufficiali e gli agenti di polizia ad accertarsi del disservizio.