Pallini, Federvini: in Ue ha vinto buon senso, ora bisogna vigilare

In Europa ragionevolezza e buon senso hanno vinto. E’ quanto dice Micaela Pallini, presidente di Federvini, dopo la votazione del Parlamento Europeo che non ha sancito l’obbligo del “bollino nero” sulle etichette di vino e birra.

Siamo lieti che l’Europa abbia accolto le istanze che volevamo ribadire, introducendo dei miglioramenti tesi a costruire un testo più equilibrato, che faccia la dovuta distinzione fra consumo e abuso di bevande alcoliche”, ha sottolineato Pallini. “Una nota di plauso particolare va rivolta ai parlamentari italiani che hanno rappresentato la spina dorsale del gruppo, che ha presentato e fatto approvare le modifiche volute fortemente dall’Italia”.

Gli emendamenti accolti, che riguardavano i paragrafi della relazione dedicati alle bevande alcoliche, sono i seguenti:

  • una distinzione tra consumo moderato e abuso di alcol, attenuando molto l’affermazione che non esiste in livello sicuro associato alle bevande alcoliche;
  • l’introduzione di un chiaro riferimento al “consumo dannoso” di alcol come obiettivo della strategia di contrasto al cancro;
  • l’opportunità di messaggi in etichetta legati al consumo responsabile, in alternativa a messaggi allarmistici sul rischio per la salute;
  • viene mantenuto il divieto di sponsorizzazione, ma limita tale restrizione agli eventi sportivi destinati ai minori.

Ora non va abbassata la guardia – ha proseguito la presidente di Federvini – e per questo ribadiamo con la massima urgenza la necessità di istituire celermente un tavolo permanente di confronto sulla situazione internazionale, che coinvolga i Ministeri delle Politiche agricole, degli Affari esteri e della Salute, pronti per seguire con attenzione le proposte legislative che già nei prossimi mesi arriveranno dalla Commissione europea”.

La previsione di misure discriminatorie infatti emerge dall’agenda dei prossimi mesi. Seguendo, infatti, il programma di lavoro indicato dalla Commissione europea nella sua Comunicazione sul piano europeo di lotta al cancro presentato lo scorso anno, l’esecutivo comunitario intende presentare una revisione della legislazione sulla fiscalità dell’alcol, con il rischio di vedere estesa a tutta l’Unione quanto già introdotto in Paesi quali l’Irlanda e prima ancora in Scozia, in materia di prezzo minimo che, da gennaio, ha fatto schizzare i prezzi delle bevande alcoliche, vini inclusi.

Inoltre, è in atto la revisione della politica di promozione orizzontale con il rischio di vedere vini, liquori e distillati di qualità esclusi, anche solo di fatto, dai fondi europei di sostegno alla competitività internazionale dei nostri comparti.

Ma quello che più preoccupa, ha concluso Pallini, sono altre due proposte di legge che dovranno essere votate tra il 2022 e il 2023, sempre sull’indicazione obbligatoria degli ingredienti e della dichiarazione nutrizionale