Nei ristoranti francesi “via” all’origine della carne

La ristorazione francese, inclusi ristoranti e mense, dal prossimo 1 marzo e per due anni, dovrà indicare nei menu il Paese di origine delle carni di maiale, pollame, agnello o montone servite ai propri clienti.

Dovranno essere indicati nei menù il Paese di allevamento e il Paese di macellazione, sia che si tratti di carne fresca, refrigerata o congelata, per garantire maggiori informazioni sugli alimenti consumati anche fuori casa.

«Si tratta di una misura importante per consumatori e per imprese italiane che va adottata al più presto anche in Italia dove circa 1/3 della spesa alimentare avviene fuori casa per un importo che nonostante la pandemia ha raggiunto lo scorso anno i 60 miliardi di euro» ha dichiarato a caldo Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, che ha aggiunto: «L’Italia che è leader nella qualità alimentare deve essere all’avanguardia nelle normative per la tracciabilità a tavola, come è accaduto sull’obbligo di indicazione di origine per gli alimenti venduti in negozi e supermercati».

Da qui la richiesta di applicare subito anche in Italia quanto stabilito in Francia. Una cultura sulla provenienza dei prodotti in virtù del rischio di ingresso nel mercato di quelli di bassa qualità dovrebbe essere prioritaria, partendo dalle giovani generazioni.