spirits
11 Aprile 2023
La tradizione dei torrefattori sardi e degli agrumeti di Milis, in provincia di Oristano, è al centro dell’ampliamento della gamma dei distillati e degli amari di Silvio Carta presentata a Vinitaly.
“L’amaro deve essere un chiudi pasto dal gusto intenso, ma dalla consistenza palatale pulita, senza effetti sciropposi”, spiega il patron dell’azienda Elio Carta. Su questo concetto si fonda il Bomba Carta al caffè, realizzato con varietà di Arabica provenienti da quattro zone del Sudamerica, tostate da un torrefattore sardo e lavorate in infusione a chicco intero.
Al gusto presenta un intenso sapore di caffè senza note glicerinose; è concepito sia per essere bevuto liscio sia per essere usato come ingrediente di miscelazione, per esempio per la preparazione di un cocktail espresso Martini.
Le scorze delle arance di Milis sono invece le protagoniste di altre due novità: il gin Grifu Orange e il liquore Sard Orange. Il Grifu Orange va a completare la linea dei gin che include: il Grifu classico, aromatizzato con salvia desoleana, specie endemica della Sardegna, che si connota per l’aroma intenso e sapido; il Grifu Old che fa un passaggio di almeno 6 mesi in botte di castagno dopo la distillazione e il Grifu Limu, aromatizzato con le scorze del lime.
“Sedici anni fa – racconta Carta –, quando l’azienda si è aperta ai mercati esteri, girando il mondo, mi sono reso conto che whisky, vodka e gin sono i tre distillati che godono dell’interesse internazionale. Quindi la Silvio Carta ha deciso di entrare nel mondo del gin quando ancora in Italia veniva prodotto da solo due distillerie e lo ha fatto connotandosi per la lavorazione delle bacche fresche (e non essiccate) di ginepro, preservandone così tutte le componenti balsamiche. Grazie alla fortuna di essere in Sardegna possiamo utilizzare bacche fresche, metterle subito in infusione, abbinandole alle botaniche (aromatiche e agrumi) che coltiviamo negli otto ettari di terreno di proprietà dell’azienda. Dal gin siamo poi passati alla vodka e a settembre presenteremo il nostro primo whisky”.
Oltre alla divisione dei distillati resta rilevante anche la produzione di vini: l’azienda si sta posizionando sempre più nella fascia alta del mercato con le Vernacce di Oristano riserva a cui affianca una varietà di vitigni autoctoni sardi: Vermentino, Cannonau, Monica di Sardegna e Cagnulari per rispondere alla curiosità dei consumatori verso prodotti autoctoni con un ottimo rapporto qualità-prezzo.
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