pubblici esercizi
09 Gennaio 2018
Gli effetti della “manovrina” estiva per gli esercenti sono evidenti. Con l’aumento della tassazione dei proventi da slot di un altro punto e mezzo percentuale delle somme giocate. Per un altro 15% di ricavi che viene quindi sottratto a gestori ed esercenti, a partire già dallo scorso aprile. La tassazione sale quindi al 66% del residuo della raccolta: aliquota a cui vanno aggiunte le ulteriori imposte e tasse che gravano sulle attività degli operatori. Tralasciando ogni considerazione di carattere politico e istituzionale, è evidente che una buona fetta di gestori di slot ed esercenti perderanno quote cospicue di compensi. È dunque necessario che anche i titolari di esercizi con slot facciano qualche conto per valutare l’opportunità o meno di proseguire nella gestione di tale attività. Il tutto tenuto conto degli effetti “collaterali” della tenuta degli apparecchi quali i rischi di furti e rapine connessi alla ingente movimentazione di monete, i rischi di multe e sanzioni anche a fronte della introduzione di regolamenti locali sempre più “anti-slot”, volti a ridurre gli orari di accensione degli apparecchi, le distanze dai luoghi ritenuti sensibili, etc. Occorre quindi verificare con attenzione i ricavi derivanti dalla gestione delle slot (che si ricorda essere esenti da Iva ai sensi dell’art 10, comma 1 n. 6 del D.P.R. 633/72), a seguito dell’ulteriore rincaro. Per i locali che avevano sottoscritto contratti in percentuale sul residuo della raccolta, detti ricavi si ridurranno mediamente di circa il 7,5% su base annua; per i contratti che prevedono i compensi percentuali sulle somme giocate non ci sarà nessun aggravio, ma è probabile che i gestori di apparecchi, per continuare a operare, richiedano una riduzione proporzionale della percentuale (pari a circa lo 0,75%). L’esercente dovrà quindi verificare, in relazione all’abbattimento dei ricavi, i costi effettivi derivanti dalla gestione degli apparecchi (in termini di personale, utenze e rischi figurativi già citati) in modo da effettuare la propria decisione sulla tenuta o meno delle slot nel proprio locale. Anche perché, a seguito dell’entrata in vigore del recente decreto sulla riduzione degli apparecchi su tutto il territorio (che non potranno superare, dal mese di aprile 2018, le 265mila unità) concessionari e gestori tenderanno a privilegiare i locali di maggior raccolta. È inoltre atteso a breve un decreto volto a individuare le tipologie di locali da ritenersi idonei per il futuro a ospitare apparecchi da gioco; con ogni probabilità verranno privilegiati quelli più ampi e dotati di aree riservate, ove sarà possibile installare sistemi di controllo sull’accesso al gioco dei soli maggiorenni. Tutti questi fattori, d’altro canto, comporteranno una previsione di maggiori ricavi per i locali più strutturati per la gestione degli apparecchi. Per questi locali l’incentivo alla prosecuzione deriva anche dall’attesa entrata sul mercato delle nuove slot “da remoto”, slot sicuramente più evolute, con gioco “trasmesso” da remoto e non più collocato all’interno dell’apparecchio che dovrebbero consentire un maggior controllo degli apparecchi. Si auspica in ogni caso che la gestione del gioco legale non collassi definitivamente sul territorio a vantaggio inevitabile della riemersione del gioco illegale o il dirottamento dell’intrattenimento ad altre forme meno controllate e controllabili.
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