Luigi Tabita: «Allargate l’offerta del tè al bar»

    Luigi Tabita è tra gli attori italiani forse più sensibili alla diffusione della cultura Lgbt. E così il primo e il 2 agosto, a Noto, debutterà nei panni di direttore artistico di un festival di due giorni articolato in mostre, documentari e approfondimenti sulle realtà e i nodi cruciali delle comunità lesbiche, gay, bisex, transgender. «E poi, a fine agosto, torno sul set per un film per la televisione», racconta.

    Luigi Tabita, G. Fiore ph
    Luigi Tabita, G. Fiore ph

    Il primo caffè te lo ricordi?
    Caffè, per me, è sinonimo di mia madre. Perché la mattina presto la caffettiera di mia madre sibila sempre in cucina e l’aroma del caffé riempie le stanze. Io, in realtà, non sono un bevitore di caffè. Mi agita! Preferisco il tè. Il mio consiglio? Offrite diverse varietà. Ormai quasi tutti i gestori si sono attrezzati, ma tutt’ora non sempre è possibile ordinare al bar un tè verde o speziato.
    Tra l’altro, per me il tè è un rito  anche prima di andare in scena. Un modo per concentrarmi.

    E il primo bicchiere di vino?
    Indimenticabile! Il primo (e ultimo) bicchiere non lo scorderò mai. Studiavo al liceo ed ero uscito la sera con i miei compagni di classe. Loro bevevano dalla bottiglia per fare i gradassi… Io, allora, per non sfigurare presi un bicchiere di vino e lo buttai giù tutto di un fiato. Risultato? Mi sono ubriacato. Ridevo senza motivo e l’indomani avevo  bocca e stomaco in subbuglio. Da allora non bevo più, tranne una lacrima di bianco in ricorrenze straordinarie.

    luigi tabita2Oggi il bar per te è?
    Un luogo dove sedersi per riflettere, scrivere ed osservare la gente. Attività che mi diverte e che mi serve pure per il mio lavoro. Non devo forse studiare i comportamenti umani per poi raccontarli in scena?

    E il ristorante?
    Per noi teatranti i ristoranti sono la seconda casa!

    Che tipo di ristoranti prediligi?
    Quelli che non solo puntano sulla qualità del prodotto, ma anche su una presentazione ricercata e un arredamento piacevole. Di recente, a Noto, sono stato all’a’ Mastra: eccezionale! Ve lo consiglio per qualità, buona presentazione e accoglienza.

     Fai sacrifici a tavola?
    Cerco di seguire una dieta, ma senza estremismi. Goloso, mi capita di sbirciare subito la carta dei dolci per oridinare un’insalata qualora ci fosse qualcosa di particolarmente gustoso.

     I tuoi locali del cuore?
    Il bar alla Gisira (a Siracusa) dove ho trascorso tutte le estati tra risate, divertimento, giocate a carte e prime cotte. E ancora: i caffè letterari di Trastevere a Roma dove mi rinchiudo per ricaricarmi dopo una giornata faticosa e il meraviglioso caffè del teatro dell’Opera di Palermo.