Lotta al dumping contrattuale: arriva un manuale per saperne di più

Contrastare i fenomeni di concorrenza sleale relativi al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl). E fare ancora una volta luce sull’annosa questione del dumping contrattuale, pratica che consente alle imprese poco virtuose di rimanere nel mercato, danneggiandolo.

È questo l’obiettivo del nuovo manuale pubblicato da Fipe Confcommercio, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, e Adapt, l’associazione per gli studi internazionali e comparativi in materia di lavoro e relazioni industriali. Edito dall’Ente bilaterale nazionale del turismo (Ebnt), il manuale si pone come strumento prezioso per un settore labour intensive come quello dei pubblici esercizi, dove le pressioni competitive sul costo del lavoro sono maggiori e il rischio della contrattazione collettiva pirata – compiuta principalmente da organizzazioni sindacali scarsamente rappresentative del settore – è più alto.

Il Ccnl di Fipe e il nodo rinnovo

Metronomo dello studio effettuato è il Ccnl sottoscritto proprio da Fipe a febbraio 2018, scaduto a dicembre 2021 e attualmente oggetto di rinnovo. “Intanto è opportuno sottolineare che la scadenza del contratto non ne impedisce l’applicazione e che le aziende continuano ad applicare integralmente il nostro Ccnl – spiega Andrea Chiriatti, area relazioni sindacali, previdenziali e formazione di Fipe – Inoltre, l’ultima tranche di aumento è scattata a dicembre scorso, quindi nel corso dell’ultimo anno, sebbene in pandemia, le aziende hanno visto due aumenti di cui la prima a marzo 2021, con l’ultima che ovviamente dispiega i suoi effetti nel corso di questi mesi”.

Quanto al rinnovo, “la federazione sta lavorando con tutte le sue componenti all’elaborazione di una proposta da sottoporre alle organizzazioni sindacali che sia organica e che contempli tutte le sfide più attuali che riguardano il settore: attrattività, formazione, produttività, salario, welfare. Il settore necessita di tutto questo anche per via dell’ondata inflattiva, dell’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia. Si tratta perciò di affrontare una sfida complessa che richiede uno slancio innovativo e pragmatico”, ha concluso Chiriatti.

Dal trattamento economico minimo al lavoro straordinario

Oggi il Ccnl Fipe è leader nel settore dei pubblici esercizi e copre 58.395 aziende e quasi 400mila lavoratori (al secondo posto troviamo il Ccnl “Servizi” intersettoriale e applicato da sole 455 aziende).

Nel manuale, il contratto – sottoscritto tra gli altri da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – viene comparato a più livelli con quello di altre undici organizzazioni: Confsal, Fesica-Confsal, Fisals Confsal, Snalv Confsal, Cisal, Cisal Terziario, Ciu, Fildi-Ciu, Confdipendenti, Fal e Fisal Italia. L’analisi targata Fipe-Adapt mette al centro il trattamento economico minimo; le maggiorazioni per lavoro straordinario, notturno e festivo; il lavoro supplementare e la remunerazione; la durata del periodo di prova, di preavviso e di comporto.

Tutte componenti che (IL MANUALE CON I RELATIVI GRAFICI È DISPONIBILE AL LINK) mostrano il “gioco” al ribasso dei costi relativi ai salari dei lavoratori e la necessaria costruzione di percorsi di sensibilizzazione delle imprese da parte delle associazioni. Ma non è tutto, perchè tra le indicazioni che emergono non manca la necessità di un piano di potenziamento dei presidi territoriali per la tutela della leale concorrenza tra i soggetti del mercato.

Lo scopo? Garantire una gestione dei rapporti di lavoro funzionale, a maggior ragione in un contesto di ripartenza come quello attuale.