KFC continua a crescere: due nuovi ristoranti a Genova e Roma

    Dopo quelli di Roma, Torino e Chieti, entro la fine del 2015 saranno aperti altri due ristoranti, a Genova e ancora nella capitale, in due aree commerciali. E il prossimo anno saranno inaugurati anche quattro locali con corsia Drive Thru, per l’ordinazione e il take away dall’auto. Come già annunciato il mese scorso, prosegue senza soste il piano di espansione di Kentucky Fried Chicken nel nostro Paese. A confermarlo è un articolo pubblicato da Affari e Finanza nel quale si legge che la catena la più famosa catena di fast food che servono pollo – creata nel 1952 negli Stati Uniti, presente in 116 Paesi con 19.000 locali e 750.000 dipendenti – avanza sulla strada prefissata: raggiungere quota cinque ristoranti in Italia entro la fine dell’anno

    La formula scelta dalla catena, che fa capo al gruppo Yum! Brands, titolare anche dei marchi Pizza Hut e Taco Bell con un giro d’affari di circa 14 miliardi di dollari – si legge sempre dalle colonne di Affari e Finanza – è il franchising, in collaborazione con sei gruppi imprenditoriali medio-grandi che arriveranno a gestire ognuno una ventina di locali. «L’investimento complessivo nei prossimi anni sarà di circa 100 milioni di euro, con una media di 15 aperture all’anno, concentrandoci inizialmente su Lombardia, Lazio, Triveneto e Campania – spiega ad Affari e Finanza l’ad di Kfc Italia Corrado Cagnola -. Abbiamo lasciato l’Italia per ultima seguendo la stessa strada dei nostri competitor. Il problema principale era legato a un mercato non ancora abbastanza sviluppato rispetto ad altri Paesi in cui la formula della ristorazione veloce è stata accolta molto prima: qui i fast food sono in tutto circa 700, contro i 2.000 di Francia e Spagna e i 2.500 della Germania». L’obiettivo in Italia è il raggiungimento di un fatturato maggiore ai 2 milioni di euro per ristorante, target che i locali di Roma e Torino hanno già superato.

    Il piano di investimenti nel nostro Paese avrà poi impatti positivi anche dal punto di vista occupazionale, con la creazione di qualche migliaio di posti di lavoro: «Per far funzionare un ristorante servono circa 60 persone. Il 95% dei nostri collaboratori sono assunti con contratti di apprendistato o a tempo indeterminato, perché puntiamo molto sulla loro formazione e vogliamo che rimangano con noi», conclude Cagnola.

    Il piano di sviluppo della catena in Italia punta a 100 nuovi locali in 5 anni.