InBev: stop alla partecipazione nella joint venture russa InBev Efes

Anheuser-Busch InBev, il gigante multinazionale della birra con sede a Lovanio in Belgio, ha annunciato l’intenzione di vendere la propria partecipazione di minoranza nella joint venture russa InBev Efes.

La decisione arriva dopo che InBev ha già avviato il dialogo con il produttore di birra turco Anadolu Efes per rilevare il pacchetto azionario in vendita. Nella transazione – si legge in una nota del colosso belga – potrebbe essere compresa anche la sospensione della licenza di produzione e di vendita della birra Bud in Russia.

Dal punto di vista finanziario, la decisione di AB InBev non si annuncia indolore. Ancora prima di questa operazione, la multinazionale aveva annunciato di aver rinunciato ai benefici finanziari della partecipazione nella joint venture russa. Adesso, l’effetto sui conti rischia di essere ancora peggiore, dal momento che è già stata prevista una svalutazione per 1,1 miliardi di dollari sui conti del primo trimestre. 

Inoltre, prosegue la nota di AB InBev, insieme ai suoi partner il colosso della birra “continua a sostenere i suoi dipendenti, le loro famiglie e gli sforzi di soccorso umanitario in
Ucraina”. Oltre alle donazioni, AB InBev sta lavorando in collaborazione con altre aziende e ong locali alla fornitura di cibo, coperte, materiale sanitario e 3 milioni di lattine di acqua potabile in Ucraina e nelle aree circostanti dove hanno trovato accoglienza i rifugiati.

AB InBev ha anche introdotto Chernigivske, il marchio di birra più amato in Ucraina, in molti paesi, tra cui Regno Unito, Germania, Belgio, Francia, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Polonia, Italia, Colombia e Brasile. Tutti i profitti dalla vendita di Chernigivske andranno a sostenere gli sforzi di soccorso umanitario e AB InBev sta garantendo almeno 5
milioni di dollari di sostegno da questa iniziativa umanitaria.