Il coraggio di dare i numeri: il Bilancio di Sostenibilità di Carlsberg

Carlsberg Italia ha scelto di mettersi in gioco – seriamente – attraverso una rendicontazione puntuale dei propri risultati 2014 nel settore e, soprattutto, cercando di raccontarli in modo “different”: collaborando con i Giornalisti nell’Erba per rendere la narrazione più “sostenibile”.

Nell’edizione 2014 di SustainaBEERity, il Bilancio di Sostenibilità 2014, Carlsberg Italia, la filiale italiana del Gruppo Carlsberg Breweries A/S, ha innanzitutto scelto di affidarsi all’oggettività e alla trasparenza dei numeri per descrivere i risultati conseguiti in un anno particolarmente travagliato per il mercato italiano della birra:

  • +13% di aumento della produzione (migliore trend nel canale GDO);
  • -6% il consumo specifico di acqua per hl di birra prodotto;
  • -3,6% nei consumi di metano e -2,5% in quelli di energia elettrica per hl di birra prodotto;
  • -3,6% nelle emissioni dirette di CO2 per hl di birra prodotto;
  • -10% nella produzione di rifiuti con un totale di 0,58 kg per hl di birra prodotto;
  • 100% dei rifiuti avviati al riciclo;
  • +6% nei ricavi a parità di condizioni rispetto al 2013;
  • -43% di infortuni grazie alla formazione.

Il Bilancio è stato redatto da B2 Axioma secondo le linee guida internazionali GRI:G4 a cui l’azienda ha aderito con un anno di anticipo rispetto al passaggio obbligatorio grazie al rigore con cui nel 2013 ha affrontato la rendicontazione (Stakeholder engagement e analisi di materialità), e AA1000, per l’attività di Stakeholder engagement. In aggiunta, il bilancio è stato sottoposto alla verifica esterna di LRQA Italy (LLoyd’s Register Quality Assurance).

Il documento racconta insomma gli importanti risultati raggiunti da Carlsberg Italia nel 2014, in cui l’azienda ha deciso ancora una volta di puntare sulla qualità dei prodotti, sulle idee innovative e sulla sua natura di impresa aperta al coinvolgimento di altre realtà italiane d’eccellenza. D’altronde, la scelta di Birrificio Angelo Poretti come Birra Ufficiale di Padiglione Italia a Expo Milano 2015 e l’affidamento ad Alberto Frausin, A.D di Carlsberg Italia, della direzione del Centre of Excellence, il team all’interno del Gruppo Carlsberg chiamata a sostenere i vari Paesi nel lancio di DraughtMaster, l’innovativo sistema di spillatura senza CO2 aggiunta, che coniuga qualità e freschezza della birra con la sostenibilità ambientale, sarebbero traguardi impensabili senza un saper fare coltivato e perfezionato, un solido rapporto con il territorio e il contributo di partner e stakeholder.

FustoPet_DraughtMasterMa non finisce qui. Carlsberg Italia si è messa ulteriormente in gioco affidando ai giornalisti del progetto Giornalisti nell’Erba (progetto nazionale e internazionale di giornalismo e comunicazione ambientale per giovani e giovanissimi) la traduzione in modo giocoso e immediato, ma non per questo meno rigoroso dal punto di vista della rendicontazione, del proprio Bilancio di Sostenibilità lasciando alla loro immaginazione la realizzazione di una traduzione fruibile per tutti, anche ai non addetti ai lavori. Il risultato è un gioco in grado di mettere in relazione vari elementi, isolandoli e valorizzandoli singolarmente, ma che solamente insieme possono consentire la vittoria e la conquista della sostenibilità.

«In un mercato sostanzialmente fermo – afferma Alberto Frausin, a.d. Carlsberg Italia – abbiamo prodotto oltre 1.200.000 ettolitri di birra, quasi il 13% in più rispetto al 2013. Le nuove installazioni di DraughtMaster sono cresciute del 23%. I nostri marchi si sono dimostrati dinamici e vincenti e abbiamo ridotto ulteriormente il nostro impatto sull’ambiente con le migliorie in stabilimento e soprattutto con DraughtMaster, grazie al quale nel 2014 abbiamo contribuito a ridurre di oltre 7.500 tonnellate le emissioni di CO2 in atmosfera, vale a dire la quantità di anidride carbonica assorbita in un anno da oltre 302.000 alberi che coprono una superficie grande quanto 1.029 campi da calcio o 445 Piazza Duomo». E soprattutto siamo un’azienda sempre più coinvolta e impegnata nelle tematiche di sostenibilità, in grado di far rete con tutti i suoi interlocutori e creare valore. Traguardi importanti, ma soprattutto un punto di partenza per affrontare nuove sfide, in un anno particolare come quello di Expo». La parola d’ordine che guida il Bilancio è, quindi, responsabilità, intensa nel senso più ampio del termine: innanzitutto verso il prodotto e poi, come naturale conseguenza, verso le persone e verso l’ambiente.

Focus sui singoli item

Ma quali sono i principali elementi che spiccano in “SustainaBEERity, il coraggio di… dare i numeri!” in merito a qualità della birra, impatto ambientale, sociale ed economico (e consultabili per intero sul sito internet www.carlsbergitalia.it)?

Qualità della birra

  • +12,5% miglior trend a valore nel canale della GDO
  • +19,4% miglior trend a valore nel canale Ho.Re.Ca
  • +18% i volumi di birra (hl) distribuiti in fusti in PET (Sistema DraughtMasterTM)
  • +54% le famiglie che hanno acquistato le specialità del Birrificio Angelo Poretti

Sostenibilità ambientale

  • -7.500 tonnellate di CO2 immesse nell’ambiente grazie ai clienti che hanno scelto di acquistare la birra in fusti in PET. L’equivalente di una superficie coperta da 302.000 alberi grande quanto 1.029 campi da calcio, oppure 445 volte Piazza Duomo a Milano • -71% di CO2 prodotta con la tecnologia DraughtMaster rispetto alle bottiglie in

vetro, come da dati LCA (Life Cycle Assessment)

  • +13% HL di birra prodotti nello stabilimento di Induno Olona per un totale di 1.201.119 ettolitri
  • -4% di emissioni dirette di CO2 per ettolitro di birra prodotta nello stabilimento di Induno Olona
  • -2,5% (7,46 MWh) di elettricità consumata per ettolitro di birra prodotta nello stabilimento di Induno Olona
  • 100% dei rifiuti prodotti nello stabilimento di Induno Olona avviati al recupero.

Gli importanti risultati ottenuti in ambito ambientale da Carlsberg Italia sono da ricondurre ai continui miglioramenti produttivi messi in atto presso lo Stabilimento di Induno Olona (VA) in merito ai consumi specifici, per hl di birra prodotto, di acqua ed elettricità (rispettivamente -6% e – 2,5%), di rifiuti complessivi prodotti (- 19,4%) e di emissioni dirette di anidride carbonica (-3,6%). È rimasto invariato, invece, il consumo specifico di materie prime quali orzo, malto d’orzo, luppolo ed estratto di glucosio, a testimonianza che i progressi ambientali sono stati ottenuti intervenendo sull’efficienza del ciclo produttivo, senza riflessi di sorta sulle elevate caratteristiche qualitative della birra. Per quanto riguarda la CO2 immessa nell’ambiente, come dimostrato dallo studio LCA (Life Cycle Assessment) elaborato da IEFE Bocconi sul sistema DraughtMaster, solo il 24% viene totalizzato durante la produzione. Il restante 76% è attribuibile alle altre fasi della filiera (materie prime, approvvigionamento, packaging, distribuzione, fase d’uso e fine vita) per cui l’impegno di Carlsberg Italia è quello di sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti nell’intero ciclo di vita al fine di contribuire al suo miglioramento continuo.

Sostenibilità sociale e rapporto con il territorio

  • 50.000 euro il valore dei prodotti donati al Banco Alimentare
  • 266 dipendenti di cui il 29% donne
  • 2 premi vinti nel 2014: Premio Imprese Ambiente e Premio Rifiuti Zero
  • 2.000 circa il numero dei visitatori dello stabilimento nelle 6 giornate di apertura 2014 che sono state coinvolte e informate sul “mondo birra”
  • 91% dei dipendenti che ha preso parte all’indagine di clima My Voice si è detta “orgogliosa di lavorare in Carlsberg Italia”
  • -43% degli infortuni sul lavoro grazie all’importante attività di formazione.

Per il secondo anno consecutivo nella rendicontazione è stato integrato il Social Responsability Reputation (SRR), il modello di analisi della sostenibilità sviluppato da B2 Axioma, adattato al modello di business di Carlsberg Italia, allo scopo di misurare la reputazione aziendale presso i diversi stakeholder e il loro livello di coinvolgimento. Rispetto al 2013, l’indicatore mostra una crescita del 6% nella reputazione di sostenibilità di Carlsberg Italia, frutto di attività di ascolto e di coinvolgimento sempre più estese.

Sostenibilità economica

  • +0,6 quota di mercato a valore, anche grazie al lancio dei nuovi prodotti (7 Luppoli Non Filtrata La Fiorita, 7 Luppoli Non Filtrata La Mielizia, 8 Luppoli Saison e “Selezione Angelo” con Brown Ale e Pale Ale)
  • +6% crescita dei ricavi (a parità di condizioni rispetto al 2013)
  • +60% dei consumatori dichiara di consumare Tuborg grazie alla nuova immagine di marca.

Nonostante gli effetti della perdita della commercializzazione di un importante marchio annunciata nel 2013, le strategie basate sull’investimento in birre innovative, qualità del prodotto e innovazione hanno permesso a Carlsberg Italia di crescere in un mercato in regressione (-0,2% secondo IRI Infoscan, -5,0% secondo stime REF per Assobirra). A parità di perimetro, infatti, i ricavi di Carlsberg Italia sono cresciuti del 6%. Sugli scudi il marchio Birrificio Angelo Poretti, sempre più simbolo riconosciuto di tradizione italiana di eccellenza nella birra e di innovazione di prodotto. Nel corso del 2014, infatti, la notorietà spontanea del marchio è cresciuta del +8% e le famiglie italiane acquirenti hanno raggiunto quota 5.740.000. Il 2014, infine, è stato l’anno del riposizionamento different che ha rilanciato il brand Tuborg. L’innovazione del tappo a strappo e la nuova immagine del brand sono state immediatamente premiate con un incremento a valore del +3,4% tra maggio e agosto, in controtendenza rispetto al mercato delle premium che nello stesso periodo faceva segnare una flessione del -4,9%.

La collaborazione con Legambiente

Pur non rientrando nella rendicontazione del Bilancio di Sostenibilità 2014, anche la presenza di PiazzettaBirra_BirrificioAngeloPorettiBirrificio Angelo Poretti a Expo Milano 2015 come Birra Ufficiale di Padiglione Italia e l’accordo raggiunto da Carlsberg Italia con Legambiente si pongono in un rapporto di stretta continuità e di concretizzazione dell’impegno alla sostenibilità dell’azienda. Quest’ultima, infatti, in collaborazione con Legambiente Onlus e Iefe Bocconi, è protagonista del progetto l’Orologio degli Alberi, un’iniziativa finalizzata a dare concretezza e solide radici al concetto di sostenibilità ambientale. Carlsberg Italia renderà insomma concreto e visibile il risparmio nelle emissioni di anidride carbonica ottenuto grazie al sistema di spillatura DraughtMaster, in funzione presso la Piazzetta Birra della Birra di Birrificio Angelo Poretti, piantumando nuovi alberi proprio in Lombardia, in collaborazione con Legambiente. Per “dirla facile”: trasformerà la birra spillata in Expo in alberi. Come verrà calcolato questo numero? Il taglio alle emissioni di CO 2 nell’ambiente è reso possibile grazie all’innovativo metodo di spillatura DraughtMaster, come dimostra la certificazione EPD ottenuta dall’azienda (www.environdec.com) e rappresentata dalla formula 3 fusti = 1 albero. L’Orologio degli Alberi rappresenta un contatore che segna progressivamente sul grande ledwall dietro il bancone quanta CO 2 è stata risparmiata grazie Alla chiusura di Expo 2015 sarà proprio il computo finale dell’Orologio degli Alberi a dare la misura di quanti nuovi alberi daranno più verde e ossigeno alla Lombardia. La particolarità del progetto sta proprio nella volontà dell’azienda di concretizzare sul proprio territorio questo impegno, una vera e propria legacy di Expo, per fare in modo che l’onda lunga di questo evento irripetibile rimanga nel tempo sul territorio. L’obiettivo è quello di mettere a dimora almeno 1.000 alberi – le aree in cui verranno piantumati dipenderanno dall’effettiva quantità di CO2 risparmiata e verranno piantumati in aree individuate da Legambiente appositamente in zone vicine al territorio dove Birrificio Angelo Poretti ha sede e opera ogni giorno. Si tratta di interventi di riqualificazione o mitigazione ambientale che saranno realizzati in accordo con le amministrazioni locali e che si integreranno nel paesaggio grazie alla scelta di piante autoctone quali querce, frassini, aceri, pioppi, olmi, carpini, ciliegi, meli, cornioli, biancospini e ligustri provenienti da vivai certificati. Le messe a dimora degli alberi saranno partecipate dai cittadini e dalle scolaresche in modo da inserire le nuove aree verdi in un processo di condivisione e responsabilità territoriale. Inoltre, i territori garantiranno la manutenzione degli alberi per 3 anni, indispensabile per l’attecchimento dei piccoli boschi, attraverso l’impegno delle amministrazioni comunali, dei Circoli di Legambiente e gruppi di cittadini. Successivamente i boschi saranno inseriti nelle aree di manutenzione delle amministrazioni comunali.

La collaborazione con Legambiente nel progetto l’Orologio degli Alberi conferma la centralità della sostenibilità ambientale, sociale ed economica nelle attività di Carlsberg Italia, ma soprattutto testimonia l’impegno costante dell’azienda a trasferire questo concetto dalle parole ai fatti e dallo storico stabilimento di Induno Olona (VA) al territorio e dalla singolarità al lavoro di gruppo.