I colpi di genio dei ristoratori e i cartelli impensabili

Un’osteria di Milano non fa entrare gli indiani per solidarietà ai marò. Brutta mossa. E dire che di cartelli senza senso ne avevamo già visti parecchi. I cartelli messi fuori dai ristoranti di solito sono il modo migliore per dire ai clienti quali ingredienti della tua cucina stanno andando a male e sono pronti per finire nello specialissimo piatto del giorno, se fatti bene tuttavia sono un anche un espediente per farsi notare, se invece il ristoratore è in vena di disastri può sempre vietare l’ingresso a qualcuno e attirarsi le ire di chiunque abbia un telefono con fotocamera e un account sui social.

Non sappiamo bene cosa sia passato per la testa del proprietario di questo ristorante che non si dichiara razzista, ma che pensa in questo modo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul caso dei Marò. Siamo tuttavia sicuri che TripAdvisor (sul quale oggi fioccano le recensioni negative) apprezzerà tantissimo l’accostamento con qualcosa che ricorda vagamente il periodo delle leggi razziali. Non male per un locale dal nome ameno come “La Posteria di Nonna Papera”, anche perché non pensiamo che la parente di Paperino ai suoi tempi vietasse la fattoria alle persone di colore, aveva anche assunto un lavoratore in categoria protetta.

Che poi diciamocelo, vietare l’ingresso non è una mossa molto furba, soprattutto quando non puoi sapere se il tizio tranquillissimo che ha ordinato cinque minuti fa è un agguerrito critico culinario o, peggio, un food blogger che cerca di farsi un nome stroncando i ristoranti più famosi della città.

Tuttavia non è detto che il male venga sempre per nuocere, grazie alla rete il trash è una delle più grandi spinte di marketing del momento, insieme alla nostalgia. Quindi se nel vostro menù c’è qualcosa di particolarmente schifoso non buttatelo via, magari la gente riempirà YouTube di video in cui mostra le reazioni al suo sapore.

Ecco un grande classico della cartellonistica gentile carina e simpatica che punta a farci tornare alle belle abitudini di un tempo, come se prima del Wi-Fi la gente fosse tutta buona gentile e ben disposta nei confronti del prossimo. Quando leggiamo cose così ci piacerebbe rispondere “Non ho bisogno del Wi-Fi, ho una tariffa flat”, ma siamo troppo impegnati a leggere online un articolo di politica estere mentre al tavolo a fianco parlano del Grande Fratello.

Che poi diciamocelo, il grande successo dei social network non è la possibilità di condividere idee e articoli, ma il nostro successo a discapito degli altri e questo cartello lo sa bene.

Così come questo ci pone di fronte a un dilemma etico molto pesante.

Mentre questo ha capito perfettamente il concetto di “metacomunicazione”, anche se probabilmente l’illuminazione è costata il posto di lavoro all’arguto cameriere.

Fonte: Wired.it (articolo di Lorenzo Fantoni)