Green pass, cosa rischia chi non è in regola

Al bar o al ristorante senza green pass? Ecco cosa rischiano gli avventori che ne sono privi e gli esercenti che ‘chiudono un occhio’.

 

Dal 6 agosto sarà obbligo di green pass per chi desidera sedere al tavolo in un bar, in un ristorante o in una pizzeria al chiuso.

E quindi?

Quindi gestori e personale del locale (in attesa che il Governo estenda l’obbligo anche loro, probabilmente dopo la metà di agosto), devono controllare che i clienti siano in regola.

Altrimenti?

Altrimenti, sanzioni per tutti: per i locali e per gli avventori. Il rischio è di pagare una multa salata il cui importo può variare dai 400 a 1000 euro. E non finisce qui: il locale recidivo in tre giorni diversi può incorrere anche nella sospensione dell’attività da 1 a 10 giorni.

E come si effettuano i controlli sul green pass?

Lo strumento, messo a è l’app VerificaC19, sviluppata dal ministero della Salute tramite SOGEI.

L’App, una volta installata sul dispositivo mobile, consente di effettuare le verifiche delle certificazioni anche in assenza di connessione internet: al verificatore non resterà che attivare la fotocamera per leggere il QRcode apposto sul certificato (cartaceo o digitale).

Il processo di utilizzo dell’App di verifica del green pass si articola, in 5 fasi:

  1. Il verificatore richiede la Certificazione all’Interessato, il quale mostra il relativo QR Code (in formato digitale oppure cartaceo).
  2. L’App VerificaC19 legge il QR Code, ne estrae le informazioni e procede con il controllo di autenticità tramite la verifica della firma digitale.
  3. L’App VerificaC19 applica le regole previste per la verifica della scadenza della Certificazione in relazione alla tipologia di certificazione (Vaccinazione, Tampone Molecolare e/o Antigenico e guarigione) e alla sua data di emissione
  4. L’App VerificaC19 mostra graficamente al verificatore l’effettiva autenticità e validità della Certificazione nonché il nome, il cognome e la data di nascita dell’intestatario e all’identificativo univoco della stessa.
  5. L’intestatario su richiesta del verificatore esibisce un proprio documento di identità in corso di validità ai fini della verifica di corrispondenza dei dati anagrafici presenti nel documento con quelli visualizzati dall’App.

E la privacy?

L’App VerificaC19 non memorizza i dati delle Certificazioni verdi COVID-19, quindi, in caso di smarrimento o furto non ci sono rischi associati.