Grappa: un consumo diverso a ogni età

L’Ocse consegna una fotografia netta: l’Italia è il fanalino di coda per consumo di bevande alcoliche nei Paesi industrializzati. Il dato corrisponde però a una sintesi dietro alla quale si celano tendenze molto diverse. Che non mancano di riflettersi sul mercato della grappa. Dall’Osservatorio privilegiato di AssoDistil, Cesare Mazzetti individua in particolare tre tipologie di consumo legate ad altrettante fasce d’età.

18-25 anni

I giovanissimi fanno un utilizzo di alcolici elevato e in crescita, soprattutto in relazione al bere miscelato. La grappa presenta un’incidenza limitata nelle loro abitudini di acquisto.

25-50 anni

Si tratta di un target attento alla salute, contraddistinto da un approccio etico all’alcol. L’interesse per la grappa è maggiore rispetto a quello mostrato dai ragazzi. A guidare le loro scelte è la qualità del prodotto che viene degustato soprattutto fuori casa.

+50 anni

L’abitudine a bere alcolici è più consolidata, quasi una tradizione, di cui la grappa fa parte a pieno titolo. Nella selezione di quest’ultima, si nota una tendenza a guardare con maggiore attenzione al prezzo, piuttosto che ad aspetti qualitativi e di packaging.

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